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Cecina, intitolata sala ad Altero Matteoli: «Una scelta bipartisan»

L'intitolazione della sala dell’Auditorium di via Verdi
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L'intitolazione della sala dell’Auditorium di via Verdi

Il vicesindaco Costantino difende la scelta che divide il Pd. Alla cerimonia Gasparri e i figli dell’ex ministro cecinese

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CECINA. La sala dell’Auditorium comunale di via Verdi da ieri porta il nome di Altero Matteoli, senatore e ministro cecinese morto in un incidente stradale nel 2017 sulla vecchia Aurelia. La targa è stata scoperta durante una cerimonia e un convegno organizzato dall’associazione “Altero Matteoli per la libertà e il bene comune”, a cui hanno partecipato il vicesindaco di Cecina Antonio Giuseppe Costatino e la presidente del consiglio comunale Sabrina Giannini.

Tra i relatori il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri, l’eurodeputata della Lega Susanna Ceccardi, la deputata e consigliera comunale cecinese di Forza Italia Chiara Tenerini. Sono intervenuti anche il consigliere comunale della Lega Lorenzo Gasperini, promotore della mozione di intitolazione, e il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari di Fratelli d’Italia.

Una scelta bipartisan, è stato ripetuto, «dovuta a un uomo delle istituzioni che ha fatto grande Cecina». In sala nessun eco della polemica che ha accompagato la decisione, contestata da Arci e Anpi e una serie di associazioni locali e provinciali. Solo una protesta silenziosa fuori dall’Auditorium, di alcuni militanti con i cartelli “Non in mio nome”.

Una protesta che ha attraversato anche il Partito democratico, che pure ha votato per l’intitolazione in consiglio comunale. Una scelta decisa un anno e mezzo fa all’unanimità: una sala del Comune intitolata a Matteoli e una a Sassoli, eurodeputato del Pd.

Polemica rilanciata da Susanna Ceccardi. «Altero Matteoli è stato un leale servitore dello Stato in grado di unire l'appartenenza politica al più alto senso delle istituzioni democratiche - ha detto l’europarlamentare leghista - un uomo non solo fiero delle sue idee e dei suoi valori ma anche rispettoso delle idee e dei valori dei suoi avversari. Una figura della quale oggi più che mai sentiamo la mancanza. Spiace dunque che alcune associazioni in calo di consenso e in cerca di visibilità come Anpi ed Arci abbiano sfruttato l'intitolazione in suo onore della sala dell'Auditorium di Cecina per infangarne la memoria. Si tratta di uno sfregio volgare e ingiusto, da condannare con forza». E ha aggiunto: «Matteoli è stato un innovatore sul fronte dello sviluppo infrastrutturale al servizio di cittadini e imprese, della tutela ambientale scevra da ideologia». Gasparri ha parlato del percorso di trasformazione della destra, vissuto da Matteoli con Berlusconi. «Ero molto amico di Altero. Militante in un luogo non facile, ha mantenuto il suo aspetto identitario, senza mai perdere la capacità progettuale. Innovatore nel capire che la destra doveva cambiare. Grazie al Comune di Cecina per avergli dedicato questa sala».

«Il consiglio comunale ha scritto bella pagina ricordando Altero e dedicandogli la sala. Lui era uomo delle istituzioni è c’è sempre stata molta collaborazione con i sindaci cecinesi è lui sempre stato disponibile senza guardare allo schieramento», ha detto Emilio Brogi, presidente dell’associazione Matteoli. Sabrina Giannini ha ricordato che «l’inaugurazione viene dal consiglio comunale con voto unanime, oltre le ideologie. Anche il sindaco Lippi aveva rapporti speciali con lui basati su lealtà reciproca». Gasperini ha definito «Altero l’uomo più illustre della nostra città. La maggioranza con questo gesto ha superato gli steccati e guardato con senso della memoria. Matteoli è sempre stato al servizio della Toscana e della nostra città».

«Grande figura quella di Matteoli - ha sostenuto Tenerini - e da cittadina ho imparato da lui il valore della militanza, il rispetto del proprio territorio e del proprio elettorato». Costantino ha ricordato «il voto unanime del consiglio comunale per un politico attento al territorio, e alla città in cui era nato. A cui dava risposte su interessi collettivi, mantenendo sempre un rapporto correttoà. L’ho conosciuto all’inaugurazione di un’attività commerciale quando era ministro dell’Ambiente e gli parlai del fiume Cecina. Nel 2003 firmammo l’accordo di programma sul bacino del fiume grazie anche a lui».

Il figlio Federico Matteoli ha concluso l’incontro con un ricordo affettuoso. «In famiglia quando si parlava di Cecina parlava sempre lui e basava tutto sull’orgoglio cecinese. Per lui Cecina si era fatta da sola, come lui. Si è fatto spazio con la passione del primo giorno e ci ha insegnato a non dimenticarci mai da dove siamo venuti. Oggi abbiamo cancellato la distanza tra Roma e Cecina perché qui vedo amici romani. Abbiamo cancellato quella maledetta strada».

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