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Ripristinata la sorveglianza alla Casa della salute a Rosignano

di Sabrina Chiellini
Ripristinata la sorveglianza alla Casa della salute a Rosignano

Vigilante privato in servizio come chiesto dagli operatori

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ROSIGNANO. Gli assistenti sociali temono per la loro incolumità. Non solo alla Casa della salute a Rosignano, dove circa un mese fa un cittadino ha tentato di accoltellare una delle assistenti sociali, che segue sua figlia. E che il rischio sia concreto lo testimonia la stessa segretaria provinciale del sindacato Fials, Daniela Boem, che nei giorni scorsi ha rilanciato l’allarme sicurezza dopo che l’Asl ha interrotto il servizio di vigilanza con una guardia giurata privata. Così ieri quando il vigilante ha ripreso servizio alcuni operatori hanno tirato un sospiro di sollievo. Perché spesso i protagonisti di episodi di violenza sono persone che hanno beneficiato di aiuti, poi ridotti. O che ancora sono seguite ma in maniera che non ritengono sufficienti. Messi di fronte a cambiamenti o a nuove decisioni, perdono la calma e se la prendono con gli operatori. Così le richieste del personale mirano ad ottenere una maggiore sicurezza dei luoghi di lavoro, attraverso alcune buone prassi come uffici non isolati, videosorveglianza, sistemi di allarme attivabili immediatamente dagli operatori. Nel caso del distretto socio sanitario di Rosignano, l’Asl Toscana nord ovest dopo l’aggressione di agosto era intervenuta potenziando la vigilanza. Tra l’altro entrare nel presidio e salire ai piani degli uffici è facile.

Il vigilante all’esterno è ritenuto un deterrente contro certi atteggiamenti di violenza. E può intervenire rapidamente di fronte ad eventuali intemperanze dei cittadini.

Problema risolto dunque per Rosignano? Lo chiediamo a Daniela Boem. «Il vigilante è di nuovo in servizio – spiega – ma da quanto abbiamo saputo ha un incarico per 20 giorni. La responsabile dei servizi sociali dell’Asl Laura Brizzi ci ha assicurato che la vigilanza verrà mantenuta. Domani (oggi per chi legge, ndr) avranno un incontro con il responsabile amministrativo. Ci aspettiamo che la situazione venga risolta».

Gli operatori si aspettano che il servizio di vigilanza venga affidato per un tempo prolungato.

La certezza su questo ancora non c’è. L’Asl sta facendo una valutazione complessiva, così ha spiegato, su questa attività di controllo e vigilanza che viene garantita su tutto il territorio aziendale, anche in base a un’analisi delle sedi più a rischio. Il distretto di Rosignano, «visto anche il grave episodio di violenza avvenuto lo scorso 3 agosto nei confronti del personale socio-sanitario, è inserita in questa programmazione e potrà quindi contare anche nei prossimi mesi sulla presenza di questa figura».

L’Asl assicura che «un gruppo di lavoro multidisciplinare opera infatti da anni a livello aziendale, monitorando e individuando le azioni di miglioramento da mettere in atto nei settori più esposti.

L’Asl si è inoltre dotata (così afferma) di un sistema standardizzato di segnalazione degli eventi aggressivi e nei settori più a rischio ha, appunto, incrementato la presenza di guardie giurate e di sistemi di telecamere».

Resta da capire quale sarà la decisione a lunga durata che verrà presa per il presidio di Rosignano a cui si rivolgono numerosi cittadini.

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