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Castagneto, le polemiche sugli orari dei locali: «Nei 200 ristoranti che abbiamo si può mangiare a qualsiasi ora»
La risposta degli chef alle polemiche sugli orari della cena
CASTAGNETO. Su 200 ristoranti che vanta il comune di Castagneto Carducci, noto nel mondo per la celebre Doc, il cliente ha avuto proprio sfortuna a trovare quelli che chiudono presto. È botta e risposta su un tema annoso come quello dell’accoglienza turistica. Tema sollevato da Andrea Caponeri, presidente del Villaggio Orizzonte, che ha raccontato a Il Tirreno di aver faticato per trovare una struttura che facesse cenare lui e sua moglie dopo le 21, 30. Dopo essere stato costretto a disdire un ristorante a Castagneto per non aver trovato parcheggio ha deciso di fermarsi lungo la strada verso Donoratico sentendosi ripetere da alcune strutture alle 21,30 che la cucina era ormai chiusa. Alla fine un agriturismo pur non effettuando servizio al tavolo ha accettato di preparare qualcosa per la coppia.
Dichiarazioni che trovano la ferma contrarietà dei ristoratori di Castagneto e Bolgheri. «Da noi il signore non è passato – commenta Paolo Panico, del ristorante La Tana del Pirata – altrimenti avrebbe sicuramente mangiato! » Il locale di Panico si trova a Marina di Castagneto ed è aperto a pranzo con cucina disponibile fino alle 15 (alle 15, 30 scatta un menù con piatti freddi) , mentre la sera fino alle 22-22,30 e si è organizzato nel tempo con un solo turno di cena proprio per riuscire a dare più attenzione e cura possibile ai commensali che hanno prenotato la sua terrazza sul mare. «Questi orari riguardano la cucina- dice- ma in realtà non finiamo mai prima dell’1 di notte. Perciò se capita qualcuno anche dopo le 22 lo servo volentieri, piuttosto il problema è che sono sempre al completo. Tuttavia dovessi avere uno o più tavoli liberi per me sarebbe un piacere e anche una convenienza occuparli all’ultimo momento».
Ma cosa può essere successo quella famosa sera? «Può darsi- spiega- che se un locale ritiene che tutte le persone che si poteva attendere siano già arrivate valuti se sia il caso di tenere la cucina aperta o meno. Diventa una questione di costi e può essere che il gioco non valga la candela». In pratica dover trattenere più a lungo il personale, caricandosi dei costi di elettricità e gas magari per appena due coperti potrebbe non risultare affatto conveniente. Rovesciando la medaglia spesso sono i ristoratori a subire una condotta non proprio esemplare da parte dei clienti che sempre più spesso dopo aver prenotato non si presentano senza neppure prendersi il disturbo di telefonare. «In media due tavoli a sera- sottolinea- restano liberi senza che vengano disdetti a fronte di tantissime persone che mando indietro perché so di essere al completo. Quando qualcuno mi chiama per disdire lo ringrazio moltissimo».
Una cattiva abitudine capitata anche a Omar Barsacchi, Osteria Magona (sulla celebre via Bolgherese) la cui cucina apre alle 12 e resta aperta fino alle 22, facendo anche merenderia. «Fino alle 22 cuciniamo tranquillamente qualsiasi cosa- dice Barsacchi- il punto è che siamo sempre al completo, perciò non è facile trovare un tavolo sul momento. Ci fosse disponibilità alle 21,45 questo signore mangerebbe senza dubbio». Un’estate che lungo tutta la costa ha fatto registrare un lieve decremento di presenze turistiche ma che, come spiega l’assessore al turismo Cristiano Pullini, non ha inciso sulle attività di Castagneto il cui ormai storico appeal riesce ad attrarre molte persone dai paesi limitrofi. «Nel nostro comune – dice – abbiamo circa 200 ristoranti e non mi risulta che nessuno chiuda la cucina presto. Qualche sera fa, io stesso ho visto far accomodare delle persone alle 23. Quest’anno, pur essendo diminuita la forte pressione delle estati passate, abbiamo avuto la conferma che il turismo va nella direzione giusta, magari anziché una settimana alcuni si trattengono 3 giorni ma continuano comunque a sceglierci e questo è fondamentale».
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