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Cecina piange Luigi Vernazzani, ex tecnico radiologo e volontario
68 anni, durante il Covid aveva iniziato a lavorare alla Pubblica Assistenza
CECINA. È morto nella sua casa di Cecina, circondato dai suoi amati figli e dalla moglie Marisa. Ma la scomparsa di Luigi Vernazzani, 68 anni, lascia nel dolore una comunità intera, abituata ormai ad avere in lui un punto di riferimento. Sia prima, nei panni di tecnico radiologo all’ospedale di Cecina, che dopo la pensione, quando dismesso il camice ospedaliero aveva iniziato a indossare la pettorina della Pubblica Assistenza di Cecina. Avviando un intenso percorso di volontariato proprio nel momento in cui l’associazione – e la comunità stessa – ne aveva più bisogno: nei mesi iniziali della pandemia da Covid-19.
Vernazzani era nato a Napoli e dopo il diploma che lo qualificava come tecnico radiologo aveva iniziato a svolgere la professione in una delle Asl del capoluogo partenopeo. Insieme alla moglie iniziò proprio in Campania a costruire la propria famiglia, ma dopo le nascite dei due figli maggiori Marco e Gianluca vinse il concorso pubblico per un posto all’ospedale di Portoferraio. Si trasferì quindi lì con moglie e figli e proprio sull’isola nacque la terzogenita, Sara, mentre lui iniziò a farsi conoscere per la sua professionalità e gentilezza sia verso i colleghi che verso i pazienti e i loro parenti in attesa. Segni distintivi del suo carattere, questi, che portò anche all’ospedale civico di Cecina, dove approdò dopo l’esperienza elbana e dove rimase per oltre 20 anni, fino alla pensione raggiunta proprio alcuni anni fa, appena prima dello scoppio della pandemia.
«Ha sempre avuto voglia di aiutare il prossimo – racconta il fratello Nunzio – e per questo non si è mai tirato indietro, rimboccandosi le mani anche quando altri non volevano farsi avanti. Avrebbe potuto godersi serenamente la pensione, invece capì che poteva dare una mano alla Pubblica Assistenza e non perse tempo – lo ricorda – il giorno dopo era già tra i volontari». Anche dall’associazione lo ricordano con particolare calore. «Luigi era un uomo buono e gentile – racconta la presidente Serena Mulaz – uno che per qualunque mansione era pronto a rimboccarsi le maniche. Iniziò da noi portando la spesa a domicilio a chi non poteva uscire durante il Covid. Ed era in prima fila – spiega – anche nella consegna delle mascherine. Da allora non ha mai smesso, sempre presente per i servizi ordinari legati al sociale: per tutti era un “compagnone”, si è inserito bene anche con i più giovani che lo prendevano ad esempio. E anche quando stava male nelle ultime settimane – conclude – ci ha sempre mandato messaggi di incoraggiamento nelle chat dell’associazione».
Grande tifoso del basket rossoblù, vedeva in Cecina «la sua seconda patria – racconta il fratello Nunzio – qui ha cresciuto i suoi figlia, che per lui erano la cosa più importante. Pur capendo che qualcosa non andava, ha fatto di tutto per accompagnare all’altare in giugno la figlia Sara. Subito dopo le sue condizioni sono peggiorate – conclude – e scoperta la malattia, in poche settimane non gli ha dato scampo». Lascia la moglie, i figli e i fratelli Nunzio, Salvatore e Giampaolo. I funerali oggi alle 9 alla chiesa della Santa Famiglia a Cecina.
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