Il Tirreno

Alla Conchiglia niente ristorante. «Manca il personale per aprirlo»

di Cecilia Morello
Alla Conchiglia niente ristorante. «Manca il personale per aprirlo»<br>

La scelta difficile del titolare dello storico stabilimento balneare

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VADA. Già la scorsa estate rimanere aperti nonostante il poco personale «è stata una fatica immane». Così quando a giugno anche quei pochi dipendenti validi sono andati via, non è rimasta che una cosa da fare: chiudere il ristorante. La Conchiglia, lo stabilimento balneare alla Mazzanta, dal 2 luglio ha il ristorante chiuso e non lo riaprirà fino a settembre, quando ci sono già eventi in programma come matrimoni e cerimonie. «Prima di fare la vita dello scorsa estate e tirare avanti con poco personale e poco adeguato, abbiamo preferito puntare sul bar e sullo stabilimento balneare», spiega Stefano Bacci.

Una scelta sofferta ma necessaria quella di chiudere il ristorante. «Meglio così che offrire un servizio non di qualità e prendere recensioni negative – sostiene Bacci – . E poi noi restavamo a pulire fino alle 2 e la mattina presto dovevamo essere in spiaggia, non lo potevamo fare per un’altra stagione».

Il ristorante della Conchiglia sarebbe aperto, in teoria, tutto l’anno, non solo d’estate. «Non siamo un ristorante a menù fisso e abbiamo tanti coperti. Per lavorare a pieno regime servono dai 13 ai 14 dipendenti, di cui cinque almeno in contemporanea. Non ci restava altro da fare quando quei pochi che avevamo sono andati via. C’è chi ha chiesto di cambiare orario alla vigilia della stagione».

Il ristorante ha due sale, ma una è tenuta chiusa per mancanza di personale già da quattro anni. «Colloqui ne facciamo tanti, le persone vengono a chiedere – afferma Bacci – . Ma poi capita che neanche si presentino a fare la prova», racconta, con amarezza. «C’è difficoltà nel trovare personale stagionale in generale, anche se sento i clienti che hanno aziende che lavorano tutto l’anno, in settori completamente diversi dal mio, e anche loro non sembrano messi meglio».

Quello che manca, secondo il titolare della Conchiglia, sono i lavoratori nella fascia d’età che va dai 20 ai 30 anni. «Sono due le motivazioni per cui non vogliono fare questi lavori, almeno stando a quello che dicono – dice – : che si deve correre tanto e che si deve lavorare nel fine settimana, e ti senti rispondere: “Eh, ma la vita sociale? La vita è una sola.. .”. Ai tantissimi colloqui fatti si presentano soprattutto minorenni. Ma non li possiamo prendere, soprattutto come bagnini, è un lavoro che richiede tanta responsabilità».

A mancare poi sono i professionisti: pizzaioli, cuochi, aiuto cuochi... «Chi li ha se li tiene stretti – sottolinea Bacci –, si è disposti anche a pagarli qualcosa in più pur di non trovarsi in difficoltà».

Ora la Conchiglia punta a chiudere bene l’estate, poi a settembre si vedrà. «Mi serviranno camerieri, tanti, un pizzaiolo, un aiuto cuoco, un aiuto pizzaiolo». Forse una volta finita la stagione sarà più facile trovarli. Ma Bacci, visti anche i precedenti, è pessimista. «Sono cinquant’anni che faccio questo lavoro – conclude il titolare della Conchiglia – . E a settembre non verranno a cercare lavoro una volta finita la stagione. Il mondo è cambiato completamente, ma questo no, non cambia».




 

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