La protesta
28mila euro di bolletta ma Asa non la cancella la maxi-bolletta: la conciliazione non dà esito
Il gestore ritiene corretto l’iter seguito, la cittadina di Bibbona si rivolgerà al tribunale
BIBBONA. Il tentativo di conciliazione tra Asa e una famiglia di Bibbona, che si è vista fatturare quasi 28mila euro di acqua, è fallito. Le parti restano sulle loro posizioni: la cittadina, intestataria dell’utenza, non intende pagare quella esorbitante somma e la attribuisce a una perdita dalla rete idrica. «Visto che la conciliazione non ha dato esito, ci rivolgeremo al giudice del tribunale civile», spiega la cittadina che si è vista anche disattivare il servizio.
Ieri Asa ha spiegato quella che è la posizione del gestore della rete idrica. «L’utenza in questione – spiega l’azienda – è contrattualizzata con la tariffa domestico residente. Nel giugno 2022, è stato accertato un consumo di acqua di oltre 4. 000 mc (il consumo è relativo al periodo giugno 2021 – giugno 2022) . Asa ha dato notizia all’intestatario dell’utenza del consumo elevato inviandogli una comunicazione all’indirizzo di recapito fornito dal cliente (presso un Comune della Regione Lombardia) . Nella comunicazione si indicava la procedura da seguire per presentare l’eventuale istanza di ricalcolo per perdita occulta (come previsto dal regolamento contrattuale) ». Secondo Asa la cliente, con riferimento alla bolletta da quasi 28mila euro, non ha attivato alcuna istanza di ricalcolo per perdita occulta, né prodotto la documentazione, né preso contatti telefonici o via mail/posta con Asa
«Successivamente, la Società ha avviato le procedure di sollecito e limitazione del servizio idrico (dunque non di interruzione) come previsto dal Regolamento e le conseguenti azioni di recupero del credito» spiega l’azienda. Ma neppure su questo l’utente concorda. «Il contatore è fermo, noi siamo senz’acqua» aveva spiegato la cittadina quando ha deciso di rivolgersi al giornale per rendere pubblica la vicenda.
Asa intende, «inoltre, evidenziare che durante la seduta di conciliazione tenutasi il 24 luglio, non sono emersi elementi nuovi né è stata prodotta alcuna documentazione a dimostrazione dell’esistenza e della riparazione del guasto che avrebbe generato la bolletta emessa nel 2022 al centro del dibattito. La società, infine, intende rettificare un passaggio dell’articolo in cui viene erroneamente riportato che Asa avrebbe riparato la perdita all’origine dell’elevato consumo di acqua tramite un’azienda di Prato. Si specifica che la riparazione in proprietà privata è sempre di competenza del cliente. Dalle verifiche effettuate risulta che l’amministratore del condominio, senza aver attivato alcuna segnalazione verso Asa, sia intervenuto in merito». Asa coglie l’occasione per ricordare l’importanza del controllo delle letture e dell’impianto al fine di evitare o contenere il fenomeno delle perdite.
Sul sito dell’azienda ci sono le indicazioni su come procedere quando si verificano perdite dalle tubazioni.
La cittadina non intende pagare e di conseguenza la questione è destinata ad arrivare a un giudizio in tribunale con un procedimento che avrà tempi lunghi, come spesso capita in queste situazioni.l
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