Sicurezza
Bibbona, bolletta dell’acqua da 27.800 euro: il calvario di una famiglia dopo un tubo rotto
Dopo la rottura di un tubo collegato all’utenza di un appartamento arriva la richiesta. Inutili finora le proteste della cittadina, oggi si tiene il tentativo di conciliazione
BIBBONA. Una bolletta dell’acqua da circa 27mila e 800 euro. A fronte di un consumo medio da circa 100 euro, per una famiglia che ha anche un figlio di 5 anni. La fattura è la conseguenza di un consumo anomalo, dovuto ad un tubo rotto collegato all’utenza della cittadina. Tubo che passa da una proprietà condominiale – il fatto è successo a Bibbona – con tanto di riparazione eseguita per conto di Asa da un’azienda di Prato. Lavoro di riparazione eseguito di concerto con il condominio in quanto la perdita era vicino ai contatori elettrici e quindi poteva costituire un pericolo per tutti. Una volta sistemato il tubo per questa famiglia, in modo particolare per l’intestataria dell’utenza, iniziano una serie di problemi. Il problema a questo punto è fare riconoscere l’anomalia. Il punto è che Asa, dopo avere fatturato il consumo abnorme di acqua, non trova con la cittadina, che chiede di stornare l’enorme cifra e di pagarne una minore, un accordo sul consumo reale da pagare.
Dopo un anno, i lavori sono stati eseguiti la scorsa estate, il gestore idrico, decide di interrompere la fornitura d’acqua nell’abitazione che di fatto risulta morosa. La cittadina si rivolge a un legale: per prima cosa non vuole pagare i 27mila euro e spiccioli che le vengono richiesti. Come se non fosse sufficiente questo, si trova a subire un ulteriore danno. Sì, perché il gestore del servizio, decide di effettuare la limitazione della fornitura e di riduttore il flusso di acqua erogabile. «Noi di fatto siamo rimasti senza acqua – racconta la cittadina – dopo che ci siamo rivolti a un legale Asa ci ha risposto che hanno riattivato l’acqua al minimo ma l’acqua dai tubi non passa». Ora che siamo in piena estate facile immaginare i disagi. «Non è pensabile che una famiglia di quattro persone possa consumare 27mila euro d’acqua in due anni – si legge nella diffida inviata ad Asa da un legale di fiducia della cittadina».
La richiesta è semplice: annullare le fatture da 27mila euro, inviando all’utenza solo richieste di eventuali importi minori. La diffida, inoltrata per fare in modo che Asa ripristinasse il servizio, finora non ha avuto l’esito sperato. Senza pensare al contraccolpo psicologico che una simile richiesta di denaro può creare.
È però prevista per questa mattina a Livorno l’udienza per un tentativo di conciliazione. Una strada per cercare di comporre il contenzioso. «Abbiamo documentato con tanto di fotografie i lavoro eseguiti – racconta la cittadina – in seguito alla perdita di acqua, abbiamo le lettere con la descrizione dell’intervento effettuato. Non ci aspettavamo certo una bolletta con questo importo anche perché, come si comprende abbastanza facilmente, non è una somma pensabile per il consumo di una famiglia. Che non sia stato tenuto conto del guasto è abbastanza evidente». Asa, contattata dal Tirreno nella giornata di ieri della vicenda di Bibbona, si è impegnata a verificare la situazione già questa mattina. «Domani (oggi per chi legge, ndr) faremo il tentativo di conciliazione – conclude la cittadina – certamente però non possiamo pagare il maxi-importo». La decisione di rendere pubblica la vicenda serve anche a sollecitare, chi ne ha la competenza, ad intervenire per risolvere la vicenda. In caso contrario alla famiglia non resta che portare Asa in tribunale, chiedere al giudice civile di annullare la maxi bolletta e aggiungere un risarcimento dei danni.
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