Attenzione
Marella, assessore pugliese che vive a Rosignano e fa 600 km quando c’è la giunta
Vive a Rosignano ma fa l’amministratore nella sua città d’origine, Faeto, dove ha la delega a Lavori Pubblici, Patrimonio, Infrastrutture
ROSIGNANO. Ogni qual volta ci sia una riunione di giunta o di consiglio comunale Giovanni Marella, di Rosignano Solvay, esce di casa, sale sull’auto e. ..dopo più di 600 chilometri arriva in Comune. Questo perché l’amministratore non contento del quotidiano (breve in questo caso) pendolarismo con l’Ospedale di Livorno, dove lavora come geometra, è appunto assessore ai Lavori Pubblici, Patrimonio, Infrastrutture del Comune di Faeto, in provincia di Foggia, paese nel quale è nato e cresciuto e nel quale è pure consigliere comunale come previsto nei municipi con meno di mille abitanti. Il nome della lista nella quale è stato eletto è più lungo e criptico di un film della Wertmuller: “Faeto per la trasparenza e per la riconciliazione”. Il che – domandiamo a Marella – fa pensare che nelle precedenti amministrazioni vi sia stato poco della prima e dell’altra…: «Intanto voglio specificare come la mia sia stata ed è una lista civica “pura”, composta da uomini e donne di tutte le idee politiche che abbiano comunque a cuore gli interessi del nostro paese.
Sì – prosegue – nel passato vi sono stati caso di persone che anteponevano gli interessi personali a quelli di Faeto. Ma oggi è cambiato tutto». Peraltro Marella è un personaggio noto pure nella politica rosignanina in quanto alle amministrative del 2014 si candidò sindaco con la propria lista dal nome (da buon geometra) “Cantiere Rosignano” e invece nelle precedenti elezioni amministrative a sostegno del candidato di centrodestra Luca Luparini sempre in una lista civica. E non vi stupiate che alla domanda se valga la pena di percorrere almeno due o tre volte al mese la distanza Rosignano-Faeto vi risponda “oui” invece che “sì”.Faeto è infatti uno dei due comuni pugliesi (l’altro è Celle di San Vito) dove è ufficializzato il bilinguismo e dove l’idioma franco-provenzale venga utilizzato né più né meno come in Val d’Aosta o nei comuni occitani in provincia di Torino. «Questo – spiega Marella – in virtù di un contingente militare di soldati francesi che nel1200 si stabilì qui e precisamente nell’Abbazia Benedettina di Salvatore de Faiti. E che qui molti rimasero».Ma il lavoro in ospedale come si concilia con l’impegno civico? “Per legge ho diritto a quattro giorni al mese di permesso. In più per ogni giorno di giunta o di consiglio. E siccome la distanza è notevole la normativa prevede che possa prendere libero anche il giorno dopo i lavori».
Le spese di viaggio sono a carico del Comune? «Premetto che il viaggio con mezzi diversi dalla mia a non è possibile perché non vi sono collegamenti diretti. Per quanto riguarda le spese un comune piccolo come il mio (600 abitanti) non dispone di risorse importanti e quindi...diciamo che facciamo a metà». Su quale aspetto sta lavorando ultimamente? “Paradossalmente su un aspetto culturale che si isola un po’dalle mie competenze di assessore: la ricostruzione bibliografica di tutto il lavoro di missionaria svolto da Marie Petitpietre, una volontaria dell’Esercito della Salvezza che qui venne per predicare il Vangelo». Oltre alla missionaria e il franco-provenzale per cosa è famosa Faeto? «Per i salumi – è la risposta – in quanto siamo in collina a 800 metri e il mantenimento è garantito. Venga alla prima domenica di agosto a Faeto e lo scoprirà mangiando. ..le Ffète de lu Cajunne».Prego? «Il prosciutto di Faeto».
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