Sicurezza
Maxi progetto da 2,8 milioni di euro per le scuole elementari di Vada: ecco come sarà
Il piano, già approvato in giunta, riguarda l’adeguamento sismico dell’edificio
ROSIGNANO. Serviranno quasi 3 milioni di euro per rimettere completamente in sesto la scuola elementare “Angiolo Silvio Novaro”, nel cuore della frazione di Vada. Una cifra ingente, tra le più alte sull’intero territorio comunale di Rosignano (ad eccezione degli oltre 3 milioni di euro necessari per i lavori alla scuola “Fattori” di Rosignano Solvay). Ma il piano d’azione è già pronto e nei giorni scorsi la giunta comunale ha approvato (al momento in linea tecnica) il progetto definitivo.
Ora dagli uffici municipali si attende «soltanto un bando per accedere a fondi – spiega il sindaco di Rosignano Marittimo Daniele Donati – non importa che siano regionali o europei. Dopodiché – conclude – procederemo con l’approvazione del progetto esecutivo avviando l’iter di procedure necessarie all’assegnazione dell’appalto per i lavori».
Non una nuova “Fattori”
Va intanto sottolineato che lo stato attuale dell’edificio vadese «non richiede un intervento così urgente come è stato per le scuole “Fattori” di Solvay – commenta il sindaco Donati – ma anche in un’ottica di non farci trovare impreparati e di centrare in tempi brevi l’obiettivo dell’adeguamento sismico per tutti gli edifici scolastici sul nostro territorio abbiamo deciso di procedere comunque con l’approvazione del progetto. E di partire quanto prima con la ricerca di bandi per accedere ai finanziamenti necessari alla sua realizzazione».
Questo tipo di progettazioni sono state avviate non soltanto per la “Novaro” ma per tutti gli edifici scolastici comunali. E di volta in volta, ricevuta l’approvazione in giunta, i piani d’intervento rimarranno sul tavolo dell’amministrazione in attesa degli opportuni finanziamenti. «L’adeguamento energetico e sismico per i nostri plessi è di primaria importanza – commenta l’assessora alla scuola Ilaria Ribechini – per noi rappresenta una priorità: se c’è la possibilità di adeguarle e renderle più sicure nel tempo in questo modo potremo attivare l’iter burocratico necessario senza ulteriori indugi».
Il piano d’intervento
Nonostante non rappresenti attualmente un problema per la sicurezza degli alunni, va però detto che le analisi effettuate per la stesura del progetto approvato nei giorni scorsi dalla giunta comunale evidenziano già numerose criticità a cui dover porre rimedio. Tant’è che la spesa prevista è di 2,8 milioni di euro complessivi.
Scendendo nel dettaglio, dei cinque “blocchi” di cui è costituita la scuola elementare di Vada la sezione più compromessa risulta essere quella all’angolo tra viale Italia e via Magellano che ospita i due ingressi sul fronte nord. Le principali cause delle criticità sismiche riscontrate sono legate ai solai, alla disomogeneità nelle rigidezze dei materiali murari (dovute a interventi successivi alla struttura originaria compiuti con materiali diversi da quelli iniziali) e alle pareti portanti che «sono caratterizzate – si legge nella relazione tecnica del progetto – da bassi valori di resistenza meccanica». Proprio per questo il progetto prevede l’utilizzo del sistema Cam, una tecnica antisismica che prevede l’utilizzo di un nastro d’acciaio disposto a creare una rete a maglie capace di consolidare la struttura.
Oltre a questo, anche il secondo blocco dell’edificio che affaccia su viale Italia (che ospita al piano terra i locali della biblioteca scolastica), la palestra e il corridoio di collegamento tra il primo blocco e l’area che ospita la mensa (l’unica a non risentire di criticità sotto il profilo di tenuta sismica) presentano dei problemi strutturali da risolvere. Si tratta – nel caso della zona della biblioteca e per il corridoio di collegamento – di una debolezza strutturale dovuta «a telai portanti orientati in una sola direzione» mentre per la palestra (trattandosi di una struttura prefabbricata) è evidenziata principalmente «una scarsa capacità dissipativa» e il rischio «di perdita dell’appoggio di elementi come i travi principali e i tegoli di copertura».
Ad eccezione del primo edificio però si tratta di criticità minori, tant’è che nel progetto è specificato come si possa ridimensionare la spesa limitando gli interventi all’area più compromessa. In tutto, secondo un primo cronoprogramma, il cantiere dovrebbe durare complessivamente 15 mesi dal suo avvio.
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