Il Tirreno

L’allarme

Cecina, minorenni aggrediti in pineta. Una mamma: «Calci e pugni, avevano anche dei coltelli»

di Sabrina Chiellini

	La zona dell'aggressione
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La zona dell'aggressione

La denuncia della madre di una sedicenne che ha chiamato i carabinieri

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CECINA. Aggrediti dal branco, calci, pugni e la minaccia dei coltelli. Lo hanno fatto senza alcun motivo – «Mi hai guardato» – per la noia di chi non sa come passare un sabato sera d’estate. Il gruppo di minorenni, alcuni in vacanza a Cecina, è stato affrontato nella pineta di Marina, due o tre ragazzi sono stati colpiti anche con un bastone.

A denunciare l’aggressione è la madre di una sedicenne che vive a Monza e che è in vacanza con i nonni a Cecina. «Mia figlia, insieme a un gruppo di coetanei, alle 23 circa, mentre stavano per rientrare a casa sono stati aggrediti da un gruppo di persone (minorenni e maggiorenni) di origine straniera stando alla comprensione della lingua nella quale si parlavano», comincia a raccontare la donna che ha scritto anche al prefetto di Livorno, oltre che al sindaco di Cecina, Samuele Lippi. «Erano armati di manganelli e coltelli. Hanno aggredito fisicamente due ragazzi e spaventato le amiche che, in fuga, si sono fermate davanti alla Forestale chiamando il 112. I carabinieri sono intervenuti anche se in quel momento avevano la pattuglia su un altro servizio. La loro reazione immediata di fronte al pericolo è stata ottima ma sarebbe potuto accadere ben altro, come i fatti di cronaca stanno evidenziando» precisa la donna che chiede al Comune e alle forze di polizia di prendere adeguati provvedimenti. Pur essendo un sabato estivo quando i ragazzi hanno chiesto aiuto, stando alla prima segnalazione del fatto, erano in servizio solo i carabinieri in tutta la zona, arrivati nel tempo utile per prendere atto di quello che era successo e di chiedere ai ragazzi, presi a calci e pugni, se volevano fare una denuncia o essere accompagnati al pronto soccorso. Sul momento gli adolescenti erano così sotto choc che hanno preferito, dopo essersi dati alla fuga, tornare a casa.

«Sono decisamente arrabbiata per quello che è successo e credo che la totale assenza di operatori della sicurezza in un luogo così caratteristico per tipicità (è buio, nonostante le luminarie) , sia un elemento da modificare, istituendo immediatamente la presenza permanente di operatori della sicurezza. Non è possibile che un luogo di villeggiatura e di vita possa essere reso invivibile da bande di trasgressivi che rendono pericolosa una semplice passeggiata e arrivano a limitare la libertà personale e la sicurezza delle persone, i cittadini, che amano questa città e hanno il pieno diritto di viverla. La cittadina si è messa in contatto con i carabinieri e domani sarà a Cecina per formalizzare una denuncia. Nel frattempo ha chiesto un appuntamento immediato con il sindaco Samuele Lippi e con l’assessore alla sicurezza del Comune di Cecina affinché «possano procedere con la richiesta di un intervento massiccio al prefetto. Martedì mattina mi recherò al comando carabinieri per sporgere denuncia». Un brutto episodio che peraltro non sarebbe neppure isolato.

«I cittadini devono sapere in modo che gli amministratori locali possano prendere coscienza di quanto sta accadendo e non viene ancora risolto» conclude la madre di una delle ragazzine prese di mira.


 

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