Il Tirreno

Sanità malata

Cecina, volontari del servizio civile per accogliere i pazienti

di Cecilia Morello
L’ingresso dell’ospedale di Cecina
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L’ingresso dell’ospedale di Cecina

Il servizio attivato al pronto soccorso dell’ospedale di Cecina

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CECINA.  Volontari del servizio civile universale per attivare i token di autenticazione, e togliere agli operatori sanitari un po’ di burocrazia dalle spalle, e specializzandi per rinforzare un organico che a causa della carenza cronica di medici è ormai costantemente in sofferenza. Il primario del Pronto Soccorso di Cecina Paolo Pennati lo aveva già anticipato al Tirreno nei giorni scorsi. A Piombino, dove la situazione era ancora più critica di Cecina, di specializzandi ne sono stati presi due e questo ha consentito di respirare, su entrambi i Pronto Soccorso perché la sofferenza di Piombino inevitabilmente si rifletteva su Cecina. A Cecina di specializzandi ne sono arrivati tre ma, dal momento che sono meno avanti con la preparazione, per adesso si alternano.

Ma l’obiettivo per questa estate del primario era riuscire a ripristinare il servizio di accoglienza che prima che la pandemia spazzasse via tutto, era svolto dai volontari Avo e dai giovani del servizio civile. Un servizio fondamentale: il “cuscinetto” tra chi è dentro come paziente, e chi è fuori, i familiari, spesso in spasmodica attesa di notizie. I medici, in particolare nel periodo estivo quando gli accessi al Pronto Soccorso aumentano esponenzialmente, faticano a mantenere regolarmente aperto questo canale di comunicazione. Ed è non a caso il motivo principale delle contestazioni da parte degli utenti che non comprendono il motivo dell’attesa, che spesso è inevitabilmente lunga, e che lamentano il non avere notizie o interlocutori con cui confrontarsi. «Stiamo quindi lavorando per poter offrire con personale Oss questo determinante servizio - assicurava alla vigilia dell’alta stagione il primario del Pronto Soccorso -. Ci punto molto perchè credo sia fondamentale qui, dove se hai poco devi aspettare molto».

Altro capitolo è quello della burocrazia: spesso abbiamo sentito medici dei Pronto Soccorso e non solo lamentare di essere sommersi dalle carte, di dover dedicare più tempo a compilare moduli che a fare diagnosi. Un piccolo ma decisivo aiuto in questo senso è quello che viene chiesto ai volontari del servizio civile universale dell’Azienda Usl Nord Ovest arrivati con il Bando digitale 2022. Si occuperanno infatti di attivare i cosiddetti “token di autentificazione” per permettere ai medici del Pronto Soccorso di firmare digitalmente i verbali.

Il progetto è già partito a Livorno, Cecina e Pontedera, mentre prenderà il via a breve negli ospedali di Piombino, Portoferraio e Volterra. «I nostri ragazzi, come previsto nel bando che li ha selezionati – ha spiegato Rossana Guerrini, responsabile del servizio civile aziendale – stanno diventando sempre più protagonisti nella introduzione e facilitazione all'utilizzo della tecnologia digitale. Il loro ruolo è stato appositamente pensato per fornire supporto alle nuove tecnologie, per questo nel contesto del programma di Transizione al Digitale, abbiamo pensato di mettere a frutto le loro capacità per agevolare la diffusione delle firme digitali tra i medici del Pronto Soccorso. Nel mese di maggio i volontari sono stati così formati, grazie al supporto dei partner Meditec s.r.l. - Fujifilm Spa, sull’attivazione dei token conseguendo la qualifica di Operatori di Registrazione (Odr). Questo consente loro di rilasciare ai medici quanto necessario per validare i verbali della cartella informatizzata nel programma gestionale First-Aid».
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