Lutto
Rosignano, sempre più famiglie e anziani chiedono aiuto per mangiare
1.664 persone prese in carico dai servizi sociali nel 2022
ROSIGNANO. Rossella Conforti presidente dell’associazione onlus la Sorgente del Villaggio lo dice a chiare lettere: «Siamo con l’acqua alla gola». E i numeri elencati giovedì sera in piazza del mercato a Rosignano Solvay sono impietosi. Nel 2022 sono state 1664 le persone prese in carico dai servizi sociali ossia 8,42 % degli abitanti nel comune di Rosignano Marittimo. Famiglie con minori, anziani, donne con figli a carico, uomini soli. E non è certamente il numero esatto.
Perché, ha detto il sindaco Daniele Donati, «molte sono le persone che per vergogna, reticenza o poca fiducia nei servizi sociali, non si fanno avanti. L’obiettivo primario è quello di conoscere la reale situazione». Un popolo silenzioso che, mese dopo mese, ingrossa le file di quelli che vanno a chiedere un pacco viveri alla Sorgente del Villaggio o aiuto ad altre associazioni del territorio. «Adesso stiamo seguendo 220 famiglie - dice Conforti - nel 2022 abbiamo distribuito 5.100 pacchi viveri e con l’aumento dei generi alimentari spendiamo circa 10 mila euro al mese solo per fare la spesa. I pasti erogati alla mensa dei poveri adesso non è più frequentata dai senza tetto ma dai così detti “nuovi poveri”. Abbiamo erogato 4000 pasti. Si tratta soprattutto di uomini che vivono da soli. Seguiamo famiglie con bambini. Dagli zero ai 14 anni sono 180 i ragazzi. E sono nati in Italia; solo il 18% di questi è nato all’estero. Vengono da noi a chiederci anche 20 euro per mandare il proprio figlio in gita con i compagni di scuola».
Una situazione che contrasta con i tagli dei contributi al sociale come ad esempio « il contributo per intervenire in caso di morosità incolpevole o i contributi per gli affitti - dice l’assessore al sociale Alice Prinetti - aiuti che non sono più previsti, le risorse sono interamente a carico delle amministrazioni comunali. Noi abbiamo stanziato 220 mila euro ma già sappiamo che non saranno sufficienti».
32 i nuclei familiari in emergenza abitativa e 30 gli alloggi disponibili. «Abbiamo deciso di azzerare l’Imu - dice Prinetti - per chi mette a disposizione una casa per emergenza abitativa. Vi dico che non abbiamo la fila».
Una situazione illustrata anche dalla dottoressa Laura Adorni: «Il 10% delle famiglie in Toscana non riesce ad arrivare a fine mese - dice -. La povertà non è solo quella estrema ma è anche non mangiare un modo adeguato, non potersi riscaldare in inverno. Non potersi garantire i bisogni vuol dire anche essere esclusi a livello sociale. Seguiamo donne che lavorano tante ore ma che non vengono ben retribuite, altre che dopo la gravidanza perdono il lavoro, chi non può più permettersi percorsi di cura».
Eppure «il nostro Comune, storicamente, ha investito molto nel sociale. Abbiamo trasferito - dice Prinetti - alla Società sella Salute un milione e 162 mila euro destinati alle persone più fragili, 140 mila euro per esenzione ticket». Ma non basta. Da qui l’importanza di rafforzare la rete tra istituzioni e terzo settore, sviluppare iniziative di superamento della povertà e sostenere la Sorgente del Villaggio. «Siamo arrivati al punto massimo. Così, e lo dico con estremo dolore perché conosco la situazione di queste famiglie - dice Conforti - non ce la facciamo più».
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