Il Tirreno

L’intervento

San Vincenzo, altra posidonia sulla spiaggia: il Comune prova a rimediare

San Vincenzo, altra posidonia sulla spiaggia: il Comune prova a rimediare

La stima è che vi siano 6mila metri cubi di materiale nel tratto a nord del porto

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SAN VINCENZO. Si procede con il criterio dell’urgenza. Nel tratto di litorale a nord del porto turistico si è spiaggiata dell’altra posidonia. Materiale vegetale che si aggiunge a quello già presente, e solo in parte rimosso. Affidata a Sei Toscana l’operazione di rimozione che interessa il litorale compreso tra le concessioni Bucaniere e Scoglietto. Ha preso il via ieri e dovrebbe concludersi oggi. Il resto sarà fatto dopo lo stop nel fine settimana.

Al ritardo già evidente, che ha finito per alimentare più di una protesta, si è aggiunta la beffa. Quella che ha portato dell’ulteriore posidonia sulla spiaggia. Una quantità tale, che sommata a quella già presente, porta il conto da 4mila a circa 6mila metri cubi. Dimensione che ne complica la gestione, sia per la carenza di spazi dove stoccarla che per i tempi lunghi con cui si è iniziato a mettere mano al problema.

«In accordo con i concessionari faremo un intervento in due fasi, che tiene conto delle condizioni meteomarine, poiché le correnti nel fine settimana spingeranno la posidonia in direzione della scogliera di sopraflutto del porto – afferma il sindaco di San Vincenzo Paolo Riccucci –. Perciò, dopo la pulizia d’urgenza dell’arenile, considerato che si tratta di uno spiaggiamento straordinario, da lunedì completeremo il lavoro con lo stoccaggio nel punto di accumulo che è stato creato a ridosso della scogliera del porto».

A stagione turistica iniziata ha preso le mosse il cantiere per la rimozione della posidonia spiaggiata. Parte del lavoro è già stata fatta nei giorni scorsi, ma resta ancora tanto da fare. E non sono mancate le difficoltà per gli operatori turistici che hanno faticato a far digerire la situazione a chi in questo avvio d’estate ha scelto di trascorrere un soggiorno al mare, prenotando i servizi in quel tratto di litorale. Anzi, c’è stata anche qualche disdetta di prenotazione o partenza anticipata. Di fatto, quel tratto di litorale, nel cuore del paese, è in larga parte reso impraticabile ai bagnanti. Un’evidenza che non lascia spazio a disquisizioni sul fatto che si tratta di materiale naturale che, oltre a contribuire al contrasto dell’erosione costiera, è un indicatore della qualità delle acque.

«Abbiamo ben presente che siamo alla fine di giugno, per cui ogni operazione sarà valutata con attenzione e concertata – sostiene Riccucci –. L’idea a cui stiamo lavorando, passata l’estate, è che il materiale vegetale possa essere rimosso e trasferito all’altezza di Rimigliano, dove il problema erosione è di tutta evidenza. Ma per fare e mettere in piedi un’operazione di questa portata servirà la collaborazione della Regione Toscana. E dovremo poter fare il trasporto passando su strada e non lungo il demanio».

In parte il materiale vegetale è ammucchiato nel tratto di arenile libero in corrispondenza dell’ex Faro, così come fatto nelle passate stagioni. La posidonia è stoccata a ridosso della struttura che è un cantiere fermo da anni, tenuto in scacco da vicende giudiziarie e contenziosi amministrativi. Il resto negli spazi a ridosso della scogliera di sopraflutto del porto. Doveva essere parte della soluzione anche il trasferimento di una parte del materiale sul litorale a nord del confine amministrativo di San Vincenzo. A chiudere il passo è l’amministrazione comunale di Castagneto Carducci. «Confermo la disponibilità istituzionale, ma tecnicamente dobbiamo restare dentro il perimetro della legge – dice la sindaca di Castagneto Carducci Sandra Scarpellini –. A rendere non praticabile l’operazione è l’esito delle verifiche con i soggetti competenti in materia». Che aggiunge: «Traducendo la norma il criterio perché si possa fare il trasferimento della posidonia spiaggiata è che la si porti in un luogo dove c’è un problema di erosione. Insomma, si tratta di una questione tecnica per cui si rende necessario un accordo del Comune di San Vincenzo con le istituzioni superiori per valutare se ci sono gli spazi per rendere praticabile l’operazione».

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