Sicurezza
Monteverdi, rabbia e dolore per la morte del ristoratore. Ecco tutti i dubbi sull’incidente in Variante
Cristiano Ferri ha perso la vita sull’Aurelia a Rosignano dopo uno scontro auto-moto: non è ancora certa la data del funerale
MONTEVERDI. In attesa che la Procura di Livorno disponga le prime indagini sul tragico incidente costato la vita a Cristiano Ferri, 48 anni, leader dell’Osteria del Ghiotto di Canneto, e ne restituisca la salma ai familiari, la domanda che in paese molti si fanno è la seguente: com’è stato possibile che dal momento del primo soccorso sull’asfalto della Variante Aurelia, nel comune di Rosignano, alla morte siano trascorse tante ore? Gli interrogativi si moltiplicano: dopo il violento urto dell’auto contro la moto, Cristiano si sarebbe rialzato da terra con le proprie forze ed era cosciente, questo ha portato i soccorritori a ritenere meno gravi le condizioni del ferito? Il codice rosso con cui è stato ricoverato all’ospedale di Livorno fa pensare il contrario, ma allora - si chiedono le molte persone ancora impressionate dalla tragedia – sono stati fatti subito gli accertamenti agli organi interni? Dal frammentario racconto dei familiari accorsi in ospedale – la compagna Sandra Ferri e alcuni stretti parenti – viene descritta una situazione che improvvisamente assume il ritmo accelerato di un’emergenza improvvisa, via vai frenetico di personale sanitario, infine l’impedimento alla Tac forse a causa di difficoltà respiratorie che prelude al doloroso decesso.
Sono domande a cui la Procura dovrà dare risposte, ma anche da parte dell’Asl ci si attende una comunicazione chiara ed esauriente. In particolare a Canneto, dove le relazioni con la famiglia di Cristiano sono strette anche da legami di sangue, l’esigenza di saperne di più è forte e palpabile: per ora nessuno fa cenno alla possibilità di un’azione legale, si mostra fiducia nel lavoro della Procura, ma è chiaro che le risposte dovranno essere convincenti.
Intanto a Monteverdi e nella sua frazione lo choc causato “a caldo” dalla notizia della tragica fine di Cristiano è ancora ben percepibile sia nei commenti della gente che negli atteggiamenti delle persone che erano amiche dello scomparso. Un esempio per tutti: nel negozio “Alimentari del Sole”, affacciato sulla piazzetta “ai lecci”, Cristiano andava spesso a farsi un panino o per far quattro chiacchiere con gli amici gestori prima di andare in banca, la sua compagna Sandra si fermava a far acquisti per casa, ebbene ieri mattina non c’era la solita aria scherzosa di tutti i giorni, sui volti di Sonia e Claudio si leggeva tanta tristezza. Sì, il segno dello choc è diffuso, e come sospeso sulla vita del paese che attende il giorno in cui potrà rendere l’ultimo saluto all’amico scomparso: quel giorno ci sarà il lutto cittadino, come anticipato dal sindaco Francesco Govi, e molti concittadini si recheranno all’obitorio dell’ospedale dove per decisione della famiglia, verrà celebrato il rito funebre seguito dal trasporto al crematorio.
In questo ore si susseguono anche le testimonianze di cordoglio: lettere piene di commozione, un flusso continuo di messaggi sul cellulare di Sandra e della mamma di Cristiano, Nadia Mori. A queste due donne, ora ammutolite dal dolore, toccherà fra qualche giorno dare una risposta all’altra domanda che molti si fanno: che ne sarà dell’Osteria del Ghiotto, il piccolo santuario della buona cucina su cui si è dispiegata tutta la passione e la capacità di accoglienza di Cristiano? Sandra ora ha giustamente altri pensieri, è attenta alle reazioni del figlio Giovanni, dodici anni e «un carattere forte» da ragazzo molto più maturo della sua età. Intorno c’è il calore degli affetti e tanti amici all’unisono:” Il Ghiotto deve andare avanti!”
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