Il Tirreno

Progetti e territorio

Rosignano, la lettera di un comitato: «Non solo case e impianti, lasciateci un bosco urbano»

La passeggiata di protesta
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La passeggiata di protesta

Il piano di sviluppo urbanistico a Caletta fa discutere ma per Unicoop si tratta di una polemica tardiva visto che il percorso è stato condiviso

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ROSIGNANO. Una lettera inviata a Unicoop Tirreno, al suo presidente Marco Lami e al direttore generale Piero Canova. Anzi, l’obiettivo del comitato sarebbe quello di far recapitare tante lettere, da parte dei soci Unicoop di Rosignano, per ottenere dalla direzione chiarimenti e magari anche un cambio di rotta rispetto a un progetto di cui si parla da tempo. Il tema è quello dell’urbanizzazione dell’area verde compresa tra Rosignano e Caletta, la zona urbanistica ex H5, per la quale nelle scorse settimane è stata firmata la convenzione relativa al piano attuativo. Un piano che prevede la realizzazione di importanti e attese opere pubbliche, come il polo scolastico 0-6 e impianti sportivi ma anche una zona residenziale e una commerciale e ricettiva.

L'area si trova a ovest di via Lungomonte tra Rosignano Solvay e Castiglioncello, e ha il botro Crocetto come margine nord. Il Comitato Trasparenza, nato in realtà per avere chiarimenti in merito al progetto del gassificatore previsto nella zona delle Morelline stando al piano regionale dei rifiuti, ha fatto proprio l’appello di Susanna Masoni per la tutela di questa area verde. «Non siamo contro le opere pubbliche previste delle quali anzi riconosciamo l’importanza. Quello che contestiamo è la mancanza di un vero parco urbano in questo progetto che oltretutto andrà a toccare pesantemente un bosco urbano esistente, vivo e vegeto» aveva spiegato la referente all’indomani dell’iniziativa che aveva portato circa 60 persone, quasi tutti soci Unicoop, a fare una passeggiata conoscitiva dell’area verde interessata. «Scriveremo a Unicoop» aveva annunciato.

E le prime lettere cominciano a partire. Nelle missive i soci esprimono «delusione per gli sviluppi del progetto» che «determina di fatto una sottrazione di superficie naturale alla città a fronte di un incremento delle superfici asfaltata e edificate». E chiedono di aprire un dialogo, di conoscere i dettagli del progetto. «Dalle carte - ribadiscono - si vedono solo pseudo-aiuole, verde pubblico a lato del botro e del fosso a corredo dei parcheggi e non si capisce perchè sia chiamata verde pubblico la parte destinata al polo sportivo, scolastico e natatorio. Evidentemente - commentano - la necessità di fare cassa conta di più e si spalancano le porte ad un mega progetto edilizio ma non si riesce a conservare un bosco urbano già esistente che in termini economici spiccioli forse non ripaga ma che avrebbe una enorme importanza strategica in termini di benessere e di salute per la cittadinanza e di equilibrio climatico.

Gli alberi, come evidenziato anche nel convegno organizzato dal Comune, gli alberi sono indicati come soluzioni alle isole di calore urbane» ricordano infine. La richiesta è quella di sapere se sia ancora intenzione di Unicoop creare qualcosa di più di un’aiuola, che sia un «vero bosco urbano capace di creare attrattività e occasioni di svago salubre per una cittadina depressa come Rosignano». Le lettere, o almeno alcune di queste, si chiudono con una presa di posizione anche provocatoria. «Visto che l’economia è importante mi riservo di spostare i miei risparmi del prestito sociale e i miei acquisti pressochè giornalieri altrove, verso soggetti che li impieghino per progetti più vicini alla nostra idea di sostenibilità ambientale».

Ovviamente la risposta di Unicoop non si è fatta attendere ricordando i vari passaggi della vicenda.
 

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