Sicurezza
Il Pronto soccorso ha bisogno di medici
Il primario Pennati: «Apprezzabili gli sforzi di potenziamento dobbiamo trattenere gli specialisti che se ne vogliono andare»
CECINA. ]Una situazione che già d’inverno è critica, d’estate diventa particolarmente difficile da affrontare. I Pronto Soccorso di Cecina e Piombino si preparano all’inizio della stagione turistica cercando soluzioni, compromessi, per far fronte all’ormai cronica e sempre più acuta carenza di personale medico. «Il problema non è di Cecina, come ormai sappiamo tutti bene, ma generale - premette il primario Paolo Pennati -. La Regione ha incontrato direttori generali e direttori dei dipartimenti, e presentato un pacchetto di misure per arginare i problemi. La difficoltà principale è da una parte quella di riuscire a trattenere i medici che ci sono, dall’altra reperirne di nuovi».
Nuovi che, soprattutto nell’Emergenza Urgenza ancor più che nelle specialistiche, mancano. «A questo proposito devo dire che apprezziamo gli sforzi della Regione e la stessa direzione sanitaria non mi ha mai posto limiti in questo senso. Non mi sono mai trovato a dover contrattare l’assunzione di nuovi medici con questa direzione, come invece mi accadeva spesso ai tempi dell’Usl 6». Ma medici, il punto è sempre lo stesso, non si trovano. Quindi la prima soluzione arriva dagli specializzandi. «A Piombino, dove la situazione era ancora più critica di Cecina, ne sono stati presi due e questo ci ha consentito di respirare, su entrambi i Pronto Soccorso perchè la sofferenza di Piombino inevitabilmente si rifletteva su Cecina». A Cecina di specializzandi ne sono arrivati tre, ma sono meno avanti con la preparazione, e al momento si alternano. Altra soluzione tampone: i medici di Medicina Interna che da contratto devono fare parte del proprio orario nel Pronto Soccorso, per i primi due anni. «E ne abbiamo 1 a Piombino”. A Cecina invece il “soccorso” al Pronto Soccorso arriva dalle ore di attività aggiuntiva per le quali l’Azienda ha messo a disposizione le risorse per gli incentivi economici, attività che però è su base volontaria. Sempre a Cecina un altro aiuto arriva dai medici della continuità assistenziale, «e un medico in particolare è a disposizione».
Altro capitolo fondamentale per il funzionamento del Pronto Soccorso riguarda il personale infermieristico. «È una componente che viene storicamente rinforzata in estate attraverso il ricorso agli interinali e non ho ancora il piano ma sicuramente arriveranno». Ma l’obiettivo per questa estate del primario è riuscire a ripristinare il servizio di accoglienza. «Pre-pandemia veniva svolto dai volontari Avo e dai giovani del servizio civile ma il Covid ha spazzato via tutto. E la scorsa estate la maggior parte delle contestazioni che abbiamo avuto, poche a dire il vero rispetto alla mole di lavoro, hanno riguardato le attese e la mancanza di comunicazione. Stiamo quindi lavorando per poter offrire con personale Oss questo determinante ‘cuscinetto’ tra chi è dentro e chi è fuori. Ci punto molto perchè credo sia fondamentale soprattutto nei Pronto Soccorso, dove se hai poco devi aspettare molto». A questo proposito la raccomandazione è sempre la stessa. «Siamo tornati ai numeri pre Covid come accessi, anzi, li abbiamo superati. In Pronto Soccorso viene anche chi potrebbe trovare risposte altrove, penso a chi arriva dicendo “Mi fa male il piede da 15 giorni”. Quindi approfitto per rinnovare l’invito alla popolazione a rivolgersi ai PS quando davvero c’è necessità». Rispetto al periodo post pandemia il Pronto Soccorso è tornato a poter utilizzare la sala d’attesa ma all’interno gli spazi restano molto ridotti. «La cosa è nota, serviva già un ampliamento. E abbiamo ancora l’area Covid, seppure ridotta. Perchè - ricorda - il covid esiste ancora e anche questa mattina abbiamo tre pazienti positivi che hanno necessità di essere isolati dagli altri». Di ampliamento del Pronto Soccorso si parla da anni: era anche uno dei punti inseriti nel piano dell’ospedale unico delle Valli Etrusche, sia per Piombino che per Cecina. «A Piombino il progetto è più avanti: è approvato e finanziato. Cecina è molto più indietro». Il progetto ci sarebbe ma ancora è una bozza sulla carta. Sempre a proposito di ospedale unico: a Piombino di notte mancano alcuni specialisti. «E se la popolazione ormai lo sa bene,sono un po’ più preoccupato per i turisti. A Piombino alle 22 non trovano l’oculista, nè il pediatra o il ginecologo. Quindi, dopo l’opportuna valutazione sulla reale necessità di andare in Pronto Soccorso, se un bambino o una donna gravida sono in vacanza a San Vincenzo o a Venturina, devono rivolgersi al Pronto Soccorso di Cecina». Meno sentito nei due ospedali sembra essere invece il problema legato ai ricoveri nei reparti e al rischio ‘ingolfamento’ del PS. «Riguarda più che altro gli ospedali grandi. Ovviamente i tempi dei reparti sono diversi, più cadenzati, rispetto ai nostri che sono a ciclo continuo. Ma è storicamente così e qui abbiamo un buon rapporto di collaborazione con i reparti, forse è una questione anche un po’ enfatizzata. Noi lavoriamo molto con i sei letti dell’osservazione breve, e a volte li aumentiamo anche, in modo da rendere i ricoveri più appropriati possibili».
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