Il Tirreno

La tragedia

Rosignano, il malore poi lo scontro mortale: addio a don Federighi

di Sabrina Chiellini
Rosignano, il malore poi lo scontro mortale: addio a don Federighi

Il parroco stava tornando a casa dopo essere stato a pranzo a Palazzi. Lungo l’Aurelia vicino a Chioma si è scontrato con un’auto sulla corsia opposta

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ROSIGNANO. Potrebbe avere avuto un malore mentre era alla guida il parroco di 84 anni, don Roberto Federighi, morto nel pomeriggio del Primo Maggio. Il religioso nato a Cascina e residente a Visignano, avrebbe compiuto 85 anni il 4 novembre. Per molti anni era stato parroco a San Pietro in Palazzi, alle porte di Cecina, e proprio in questa frazione, a casa di un sacerdote, aveva scelto di pranzare nel giorno di festa. Capitava spesso, racconta chi lo conosceva, visto che don Roberto era rimasto legato a Cecina e alla Fondazione Maffi di cui era stato presidente per tutta la durata del suo ministero nella parrocchia a Palazzi.

Sulla strada del rientro verso casa, sotto un cielo gonfio di pioggia e con l’asfalto bagnato, il parroco in pensione ha perso il controllo della sua Dacia, e si è schiantato con un Ford Ranger che stava arrivando nella direzione opposta, cioè sulla corsia verso Castiglioncello, a pochi metri da Chioma. Alla guida di questo veicolo c’era Moreno Cecchini, nato a San Giuliano Terme, 72 anni, rimasto ferito. Per il sacerdote invece non c’è stato niente da fare, è morto sul colpo anche se i soccorritori del 118 hanno tentato di rianimarlo.

Sono intervenute le ambulanze della Misericordia di Antignano, della Misericordia di Montenero con l’infermiere e della Pubblica Assistenza di Rosignano con il medico del 118 di Livorno, insieme con i carabinieri di Rosignano che hanno effettuato i rilievi di legge.

Durante i soccorsi sono arrivati sia i carabinieri (per i rilievi) che una pattuglia della Municipale in quanto la strada è rimasta chiusa al traffico a lungo, senza grandi conseguenze per la viabilità considerato che era sì un giorno di festa ma caratterizzato dal brutto tempo.

La notizia della morte del parroco in serata si è diffusa sia a Cecina che in provincia di Pisa. Lo ricordano con affetto a Palazzi dove è stato parroco dal 1995 al 2003.

In precedenza l’arcivescovo di Pisa gli aveva affidato parrocchie importanti come quelle di San Piero a Grado o del Cep a Pisa. Un prete dal sorriso pronto e dalle parole buone che sapeva avere la comprensione che ci si può aspettare da un padre, lo ricordano persone a lui vicine.

«Una persona disponibile all’ascolto – lo ricorda monsignor Antonio Cecconi – a San Pietro in Palazzi è stato impegnato anche come presidente della Fondazione Maffi, come previsto dallo statuto che poi è stato modificato. Sapeva stare vicino ai giovani e capire i bisogni delle comunità che seguiva. Negli anni aveva costruito uno stretto legame con le suore missionarie in India, seguiva da vicino l’attività della congregazione».

Ancora non si conosce la data del funerale. La salma resta a disposizione della Procura della Repubblica di Livorno che non ha ancora deciso se disporrà l’autopsia per avere una maggiore certezza sulle cause della morte.


 

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