Il Tirreno

Obiettivo sicurezza

Colli Marittimi, i sindaci chiedono aiuto al prefetto per debellare lo spaccio nei boschi

Azioni congiunte tra le amministrazioni di Montescudaio, Guardistallo e Casale
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Azioni congiunte tra le amministrazioni di Montescudaio, Guardistallo e Casale

Un problema fuori controllo lungo le strade di tre comuni delle colline

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CECINA. Un comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica incentrato sul fenomeno dello spaccio nei boschi lungo le strade che da Cecina portano a Montescudaio, Guardistallo e Casale Marittimo.

A richiedere un incontro alla Prefettura sono stati gli stessi sindaci dei Colli Marittimi, preoccupati da una situazione di illegalità diffusa contro la quale i Comuni, ribadiscono, hanno ben poche armi. L’obiettivo era chiedere supporto e agire in modo congiunto per limitare un fenomeno che nel corso del tempo è sfuggito al controllo. Il risultato del tavolo convocato dalla prefetta di Pisa Maria Luisa D’Alessandro e al quale hanno partecipato, oltre ai tre sindaci, il questore Gaetano Bonaccorso, il comandante provinciale dei carabinieri di Pisa colonnello Mauro Izzo, il generale della Guardia di Finanza di Pisa Massimo Benassi e il comandante della polizia provinciale di Pisa Daniele Serafini, sono una serie di azioni di “disturbo e deterrenza”. Perché di fatto, come si capisce tra le righe del comunicato stampa della stessa Prefettura, non ci sono strumenti normativi per contrastare efficacemente lo spaccio.

Un fenomeno che ai bordi di queste strade sembra avvenire ormai alla luce del giorno: non è affatto raro imbattersi in auto parcheggiate lungo la carreggiata e “scambi” al volo, con inevitabili pericoli anche per la sicurezza di chi transita da queste parti.

«È stato deciso – fanno sapere – che verranno svolti mirati servizi interforze di controllo del territorio nelle aree di riferimento e lungo le arterie stradali interessate, anche con il concorso delle polizie locali, nonché con il supporto dei carabinieri-forestali all’interno della macchia boschiva». Quindi, da una parte il potenziamento del controllo stradale, dall’altra il controllo ambientale contro il fenomeno di abbandono dei rifiuti, più volte denunciato dai volontari del gruppo Trashers Colli Marittimi, nato proprio con lo scopo di riappropriarsi dei boschi attraverso azioni di pulizia e sensibilizzazione. Bivacchi attrezzati con tende e fornelli, decine e decine di batterie auto utilizzate per ricaricare i telefoni, spazzatura di ogni tipo: alla fine di ogni loro “missione” il bilancio è di decine di sacchi di rifiuti rimossi. Tra le proposte emerse al tavolo, anche la possibilità di agire direttamente sui proprietari dei terreni, invitandoli a denunciare i bivacchi illeciti all’interno delle proprietà, facilitando, in tal modo, l’intervento delle forze dell’ordine.

«È stata una riunione costruttiva, in un clima di grande collaborazione. Come sindaci – affermano i primi cittadini Montescudaio, Casale e Guardistallo, Simona Fedeli, Claudia Manzi e Sandro Ceccarelli – . Agiremo in modo congiunto con l’obiettivo di arginare e porre un freno ad un fenomeno noto da molto tempo ma che è stato, ed è, di difficile contenimento, sia per gli strumenti normativi a disposizione sul fronte della repressione, sia per il numero di risorse che si possono mettere in campo, che non sono illimitate. Per queste ragioni riteniamo molto importante il confronto avuto in Prefettura, che ci permetterà di avere una ottimizzazione sia delle azioni operative sul campo che delle risorse umane e strumentali a disposizione, mediante il coordinamento inter-istituzionale deciso in sede di comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Si è ragionato tutti insieme con il prefetto circa l’importanza di garantire la sicurezza dei cittadini nonché la libertà di ciascuno di frequentare i nostri boschi, riducendo sensibilmente il rischio di imbattersi in bivacchi, rifiuti abbandonati o, peggio, nelle attività illecite degli spacciatori».

Lo spaccio nei boschi ha raggiunto, stando al racconto dei cittadini, livelli sempre più difficili da tollerare, per non parlare del degrado dei boschi, pieni di rifiuti lasciati dagli spacciatori e dai loro clienti.

I cittadini si aspettano soluzioni concrete.

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