Gioco
Cecina, tre nuovi laboratori per l’Agrario realizzati con i fondi europei
Due sono al Polo Magona e l’altro al Cattaneo, martedì il primo collaudo
CECINA. Oltre 130mila euro di finanziamento per progettare e allestire tre laboratori 4.0 che daranno la possibilità agli studenti dell’Istituto Agrario di Cecina di imparare tecniche all’avanguardia. I laboratori saranno inaugurati entro fine aprile: due al Polo Magona, che già ospita le aule, e uno nel cortile del Cattaneo. Mancano gli ultimi dettagli, e poi potranno accogliere gli studenti. L’opportunità è arrivata con un Pon (programma operativo nazionale del Miur) dedicato ai laboratori green sostenibili e innovativi e i fondi sono quelli dell’Unione Europea: i tempi per la progettazione e l'allestimento erano ben definiti e strettissimi.
A inizio febbraio sono arrivati i primi materiali e adesso i laboratori sono in fase di ultimazione. «Al tempo delle restrizioni Covid – spiega la dirigente dell’Isis Marco Polo Cattaneo, Anna Tiseo – ci erano stati concessi degli spazi in emergenza alla Magona. Poi ci sono stati concessi ufficialmente da Comune e Provincia il primo e il secondo piano con l’obiettivo di realizzare un vero e proprio polo dell’Agroalimentare ed è stata istituita una borsa di studio del Consorzio per gli studenti meritevoli». È al piano terra dell'immobile che ospita anche il Polo Tecnologico della Magona che sono stati allestiti due dei laboratori 4.0.
Il primo è di chimica, biologia e analisi agroalimentare, dedicato in particolare all’alimentazione sostenibile, con attrezzature per l’analisi dei terreni e dei reperti biologici delle produzioni agroalimentari.«Già tutti i nostri studenti hanno in dotazione dei kit per le analisi dei vini come quelli che utilizzano gli enologi per fare le analisi dei terreni in loco nelle aziende agricole. Con questo laboratorio sarà possibile fare molto di più in questo campo». Il secondo riguarda la sostenibilità ambientale e prevede la realizzazione di un laboratorio di coltura idroponica: 8 colonne verticali per una coltivazione in cui, in parole povere, l’acqua sostituisce il terreno, una tecnica di coltivazione che permette di evitare di contribuire allo sfruttamento del suolo. Al Cattaneo, la sede in centro, sarà invece realizzata una serra aeroponica per 40 piante che si svilupperanno “fuori dal terreno”. Sarà alimentata con pannelli fotovoltaici e monitorata dagli studenti da remoto, come anche quella idroponica.
«Tutto questo è stato possibile perché abbiamo risorse umane e competenze importanti all’interno della scuola, è stato un grande lavoro di team - sottolinea la dirigente -. Penso alla responsabile dell’ufficio tecnico Federica Bezzi, a Carla Falaschi che è chimica e a Alessio Sapuppo, ingegnere ambientale specializzato proprio in serre per coltivazioni idroponiche e aeroponiche. La progettazione di questi laboratori è frutto di un grande impegno, portato avanti con estrema professionalità».
Martedì pomeriggio è in programma il primo collaudo, che riguarderà il laboratorio di idroponica. «In pochi mesi - conclude orgogliosa la dirigente - questa scuola ha messo a punto due laboratori all’avanguardia, che non ha nessun’altra scuola della provincia e spesso neanche i professionisti del settore».
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