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Va al bar e gli cade la pistola: gli avventori chiamano i carabinieri
Cecina, la pistola era identica a una reale e questo ha fatto scattare l’allarme. I militari hanno fermato un 60enne vicino al locale e lo hanno denunciato
CECINA. È andato al bar armato di pistola e, ovviamente, non è passato inosservato. Così mentre il 60enne di San Miniato, ora denunciato dai carabinieri, beveva il caffè qualcuno ha segnalato il cliente. Mentre il libero professionista, che di fatto è domiciliato in un comune della Val di Cecina, si stava allontanando, sulla sua strada ha incontrato una pattuglia dei carabinieri. Difficile per l’uomo negare l’evidenza, come è stato poi spiegato dai carabinieri del Nucleo operativo e Radiomobile della compagnia di Cecina che lo hanno denunciato in stato di libertà per il reato di porto ingiustificato di armi.
L’uomo si era recato per una consumazione in un bar del centro di Cecina, sempre stando alla nota dei militari, quando, nel sedersi ad un tavolo, gli è caduta la pistola. Alcuni avventori presenti si sono subito allontanati spaventati mentre una ragazza si è recata presso la vicina caserma dei carabinieri per raccontare l’accaduto consentendo così l’immediato intervento di una pattuglia dell’Arma che ha sorpreso l’uomo mentre stava uscendo dal pubblico esercizio. Il sessantenne, alla vista dei militari, «ha tentato inutilmente di allontanarsi a bordo della sua auto lasciata in sosta lì vicino ma è stato fermato e controllato». Dopo la perquisizione personale e veicolare i carabinieri hanno effettivamente trovato una pistola, simile a una vera in quanto priva di tappo rosso o di altri segni distintivi che potessero farne comprendere l’inoffensività. Un’arma ugualmente pericolosa in quanto è in grado di trarre in inganno, anche se poi di fatto è solo una pistola “giocattolo”. I carabinieri hanno quindi accertato che si trattava di un revolver “a salve” completo di otto cartucce, cinque delle quali inserite nel tamburo e, di queste, due già esplose.
Non avendo saputo fornire alcuna valida giustificazione circa il possesso della pistola scacciacani, per l’uomo è scattata la denuncia ai sensi dell’art. 4 L. 110/75 alla Procura della Repubblica di Livorno e la pistola sottoposta a sequestro. È infatti un reato andare in giro senza giustificato motivo con strumenti in metallo riproducenti armi (pistole giocattolo) ovvero strumenti di segnalazione acustica che esplodono cartucce a salve (pistole scacciacani) , sprovvisti del tappo rosso occlusivo della canna, integra reato.
Ragione per cui le pistole giocattolo devono avere il tappo rosso proprio per poter essere riconosciute e distinte dalle normali armi.
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