Il dolore
Caso Bolgaré, il tribunale europeo blocca il marchio bulgaro perché troppo simile a Bolgheri: «Sentenza storica»
Il Consorzio di tutela: «È un successo importante per tutto il sistema delle Doc italiane ed europee»
BOLGHERI. Sei lunghi anni, poi la vittoria. Definitiva. Bolgheri batte Bolgarè, l’originale vince sull’imitazione. Il marchio dell’azienda vitivinicola bulgara, Domain Boyar è stato respinto dal tribunale dell’Unione europea, con una sentenza destinata a fare scuola. Troppo “evocativo” della denominazione toscana. «Come Consorzio siamo davvero soddisfatti dell’esito – commenta il direttore Riccardo Binda -, anche se ci sono voluti oltre 6 anni per arrivare alla fine. Le attività dei Consorzi sono spesso attenzionate dal punto di vista della promozione, ma come dice il nome, siamo anzitutto un Consorzio di Tutela, ed è la tutela la cosa più importante. Si tratta di un’attività e di sforzi costanti che spesso sembrano invisibili, ma che sono invece fondamentali. Questa vittoria non è solo di tutti i produttori e del territorio, ma delle denominazioni in generale, italiane ed europee, perché un giudizio così importante, emesso dal sommo tribunale comunitario, è destinato a fare giurisprudenza. In passato l’unico caso simile era stato Champagne versus Champanillo, a cui il Tribunale ha fatto riferimento. Siamo contenti che ora ce ne siano due! »
Il Consorzio Bolgheri ricostruisce la vicenda, che si è chiusa ieri con la sentenza del tribunale della comunità europea. Era il 2017 quando il Domain Boyar presentò all’Ufficio marchi europei, l’Euipo, il marchio Bolgarè. L’azienda bulgara del vino produce cabernet Sauvignon. Il Consorzio bolgherese presentò immediamente opposizione. Ma fu respinta. Ne seguono sei lunghi anni di battaglia legale. Finalmente nel 2022, l’Euipo accoglie interamente l’appello del Consorzio. Di conseguenza però la controparte bulgara impugna l’accoglimento di fronte al Tribunale dell’Ue che, dopo circa un anno, ieri si è espresso in maniera definitiva e inequivocabile sulla questione. Il tribunale dell’Unione europea, spiega il Consorzio di Tutela Bolgheri, ha fatto sentenza «senza fissare nemmeno l’udienza, poiché i giudici, leggendo la difesa del Consorzio oltre che la decisione dell’Euipo, hanno ritenuto il ricorso bulgaro manifestamente infondato».
Questa sentenza - aggiunge il Consorzio - «risulta avere un’importanza che va ben oltre gli interessi del territorio bolgherese; sarà un precedente fondamentale per la protezione delle denominazioni d’origine italiane ed europee. Per Bugnion SpA, che ha assistito il Consorzio nei primi due gradi davanti all’Euipo, e per EY, che ha proseguito la difesa davanti al Tribunale dell’Unione Europea, è una vittoria per tutte le denominazioni vinicole italiane, un’affermazione della tutela assoluta delle Dop/Igp nell’Unione Europea contro tentativi di agganciamento al di là di ogni scusa linguistica o storica, che si è stati in grado di evidenziare davanti all’Euipo e al Tribunale dell’Unione Europea».
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