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Riparbella, basta tagli al bosco del Giardino. Un gruppo di cittadini protesta. «Così cambia l’habitat naturale»
Il danno non riguarderebbe solo le specie animali ma anche la vegetazione. Adesso la parola spetta al Comune
RIPARBELLA. Un polmone verde che pian piano si assottiglia. Il bosco in località Giardino, nel comune di Riparbella al confine con il comune di Cecina - ci si arriva dalla S68 che da San Pietro in Palazzi va verso Volterra - rischia di scomparire. A dichiararlo senza mezzi termini è il cittadino cecinese Lorenzo Biagiotti, portavoce di alcuni cittadini cecinesi e non, che lanciano l’allarme. «Quel bosco è un polmone verde che va salvaguardato e rispettato: prima era proprietà demaniale dello Stato, poi è stato passato alla Regione, che a sua volta l’ha dato alla Provincia e che a sua volta ha dato la gestione al Comune di Riparbella. Il tutto è iniziato qualche anno fa - racconta Biagiotti - e non c’è più accortezza nel fare le cose, sia dal punto di vista della flora, sia per il bene della fauna che lo popolava».
Biagiotti parla di «deforestazione» massiccia, «che lascia detriti e fogliame non solo a terra ma anche nel fiume che lo attraversa, e che ha portato al cambiamento dell’habitat naturale di alcune specie - dichiara – : gli animali non si trovano più, infatti iniziamo a vedere cinghiali che vanno sulle spiagge; non hanno intenzione di fare il bagno, ma cercano fonti di sostentamento. Logicamente - aggiunge Biagiotti- poiché verso Riparbella e Castellina la maggior parte dei poderi sono stati abbandonati e quindi non ci sono più le colture, il bosco che adesso è in queste condizioni, è favorevole solo per i lupi. Questo bosco era una risorsa non indifferente anche per le specie migratorie, che adesso non vengono più».
Il danno però non riguarderebbe solo le specie animali ma anche la vegetazione che popolava il bosco. «Molto del verde e delle piante che lo popolavano sono state tagliate - racconta Lorenzo - tra cui anche delle cerrete che erano secolari. Per ricreare un bosco demaniale come questo dovrà passare un secolo. A livello generale si parla tanto della deforestazione dell’Amazzonia, ma non ci si rende conto che qui stiamo facendo la stessa identica cosa», continua Biagiotti.
Quello che viene spontaneo domandarsi, è perché stia succedendo. «Prima che succedesse tutto questo, dentro il bosco c’era un allevamento di selvaggina e sono stati spesi un sacco di soldi pubblici per la sua creazione - ricorda Lorenzo - e poi dopo tre, quattro anni gli animali sono stati spostati per tagliare tutta quella zona. Perché? - si domandano i cittadini - Noi non conosciamo le normative forestali, ma possiamo dire che è un disastro. Certo, è un bosco che aveva bisogno di manutenzione ma non una deforestazione così forte».
Adesso la parola spetta al Comune di Riparbella: «Noi vogliamo capire che cosa è successo - conclude Lorenzo Biagiotti -, se la regione è a conoscenza di tutto ciò. Vogliamo delle risposte a riguardo».
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