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Ambiente

Cecina, una piccola serra per fare crescere la pianta “Edoarda”

di Michele Falorni
Cecina, una piccola serra per fare crescere la pianta “Edoarda”

A lezione per recuperare il legame con la natura

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CECINA. L’idea è recuperare il rapporto con la natura e tutelare l’ambiente. E così, gli studenti della prima liceo classico del “Fermi” di Cecina hanno partecipato e vinto il concorso, che favorisce l’inclusione e la creatività in laboratorio, promosso dalla Fondazione Livorno, con un progetto integrato che si svolge in collaborazione con il Cnr – il Consiglio nazionale delle ricerche – di Pisa. Nella loro classe hanno costruito una piccola serra, utilizzando la stampante tridimensionale presente nell’aula tecnica dell’istituto, per donare nuova vita a una pianta a bulbo, il cui nome è Edoarda. Il risultato finale, dai cambiamenti alla crescita del piccolo arbusto, sarà presentato alla Fondazione in tarda primavera, illustrandone le fasi. A seguire i ragazzi, la professoressa di lettere Gloria Larini e il dottor Vincenzo Palleschi del Cnr che, introdotto l’argomento, li hanno guidati in laboratorio, definendo subito l’obiettivo: comporre una serra da monitorare a distanza per salvare piante da appartamento che rischiano di morire, come le orchidee e, in questo caso, un ippeastro, fiore simile a un papavero. Gli studenti hanno preso un arbusto quasi secco e lo hanno messo nel vaso dentro al cubo trasparente dove, grazie ad una lampada specifica, ha ritrovato la temperatura ideale. Hanno inoltre scaricato un’applicazione gratuita sul telefono, che permette di controllarne l’evoluzione e la salute, complice una telecamerina posta all’interno della serra, ora collocata nella loro classe. Giorno per giorno, ogni allievo può vedere i progressi sullo schermo del proprio cellulare e ad esempio in aula può dosare con precisione l’acqua necessaria. Non solo: il progetto, intitolato “La mente plurale”, prevede pure la teoria: in classe, i ragazzi mettono in relazione la parte pratica con i problemi quotidiani del clima, approfondendo l’aspetto storico e geografico, leggendo poesie e racconti di autori che hanno parlato della natura e poi discutendone con l’insegnante.

A primavera presenteranno i risultati di questo modulo – altri sono in corso in via Ambrogi – con cartelloni e una descrizione dell’attività svolta, che collega la tecnologia alle lezioni tradizionali e alle intuizioni collettive. Questi i nomi dei partecipanti: Carolina Barone, Diana Brizzi, Serena Burgassi, Lia Camuso, Oliviero Capanna, Sofia Cappannari, Sebastiano Ferlito, Emma Fiorentini, Gabriele Fusco, Sveva Fusco, Anita Gambini, Camilla Giannarelli, Agnese Granchi, Alice Labruna, Vittoria Lazzerini, Sara Madonia, Alice Nesti, Sofia Nocchi, Vittoria Nomellini, Teresa Palchetti, Anna Paradisi, Emma Pecchioni, Ginevra Sicurani, Gloria Spadoni, Lorenzo Tonelli, Matilde Toso, Eva Ulivieri, Margherita Volianiuk.

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