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Sicurezza

Dalla falsa perdita di gas ai trabocchetti col cellulare: gli avvertimenti dei carabinieri di Rosignano

di Michele Falorni
Dalla falsa perdita di gas ai trabocchetti col cellulare: gli avvertimenti dei carabinieri di Rosignano

L’incontro, organizzato in collaborazione con il parroco don Alessandro Merlino e la società di mutuo soccorso rosignanese presieduta da Renzo Giusti, è servito a fare prevenzione e a conoscersi

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ROSIGNANO.  Attenzione alle truffe e ai raggiri. Un avvertimento chiaro, soprattutto per le persone più anziane. Lo ha mandato il maresciallo maggiore e comandante della stazione dei carabinieri di Rosignano Marittimo Giovanni Colacino agli anziani riuniti ieri pomeriggio al centro giovanile di lato alla chiesa. Con il vice, Mattia Poma, ha spiegato a circa 30 persone come difendersi, distribuendo un pieghevole contenente alcune semplici regole da ricordare. L’incontro, organizzato in collaborazione con il parroco don Alessandro Merlino e la società di mutuo soccorso rosignanese presieduta da Renzo Giusti, è servito a fare prevenzione e a conoscersi. I residenti hanno ascoltato e poi raccontato storie personali. «Un uomo e una donna, spacciandosi per dipendenti Asa – ha affermato un signore – hanno suonato alla porta di casa per segnalarmi una perdita di gas. Non li ho fatti entrare, ma appena ho detto loro che mio figlio lavora proprio all’azienda dei servizi ambientali sono fuggiti». Un classico, perché gli imbrogli, ha sottolineato Colacino, sono trasversali, ovvero interessano tutti e non solo la terza età. «I truffatori – ha spiegato il maresciallo – sono bravi e agiscono in modi diversi: al telefono e di persona. In zona gli episodi sono limitati, circa dieci l’anno». Il numero è basso, ma questo non significa credere che il problema non esista e soprattutto, in caso di sospetto, chiamare il numero europeo 112 per l’intervento. «Sono un commerciante e confermo che le truffe arrivano anche via posta elettronica, perché a me è stato chiesto, dopo avere ricevuto un messaggio, di scrivere una sigla che alla fine mi ha bloccato il telefonino». Un guaio non da poco, poi risolto, ma i militari si sono raccomandati di non premere mai nessun bottone, poiché potrebbero aprirsi altre pagine con il rischio concreto di arrivare ai conti correnti». «A casa mia – ha proseguito una signora – si sono presentati due ragazzi chiedendo di bere acqua. Intanto, sono entrati e uno è arrivato ai cassetti di camera, ma io ho alzato la voce chiamando mio figlio e loro si sono dileguati rubando pochissimo». Mai, per nessun motivo, aprire il portone agli sconosciuti, il cui obiettivo è uno solo: il colpo in denaro e in gioielli. Altri imprevisti arrivano spesso dal telefono, dove si annunciano consegne di regali per avere risposto in modo corretto a una serie di domande. Difficile da credere, meglio riattaccare. C’è poi chi vorrebbe una firma su un documento per agevolare l’arrivo di una consistente eredità, magari dall’estero. Come non detto, è un raggiro uguale a chi chiede subito contanti proponendo il cambio agevolato delle compagnie del gas e dell’acqua. Per non parlare di chi si presenta con qualunque divisa: da carabiniere, da tecnico specializzato o da impiegato delle poste. Denunciare presentandosi in caserma aiuta a trovare una soluzione: narrando cosa è successo senza tralasciare i particolari, si collabora con gli uomini dell’Arma delineando il quadro in modo preciso. L’incontro al centro giovanile, ed è l’altro aspetto interessante, ha visto gli anziani attenti e pronti a porre numerose domande, ringraziando poi Giovanni Colacino e gli organizzatori per avere approfondito con chiarezza l’argomento.
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