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Commerciante vadese morta di malattia: i figli avviano una raccolta fondi per Airc
L’appello dei familiari: «Lei avrebbe voluto aiutare il mondo della ricerca»
VADA. Dal dolore, la volontà di creare qualcosa di positivo. Qualcosa di utile e di prezioso per il prossimo. Così Tommaso e Davide Paoletti, insieme a loro padre Simone (conosciuto come geometra in tutta la frazione di Vada e non solo) , hanno deciso di trasformare in realtà l’ultima volontà di mamma Marzia: niente fiori, ma opere di bene. Lanciando una raccolta di fondi in favore della Fondazione Airc per la ricerca sul cancro.
«Sia io che mio fratello siamo uomini di scienza – racconta Davide – uno infermiere e uno ingegnere biomedico: quando ci siamo chiesti come rispettare al meglio la volontà di mamma il sostegno alla ricerca contro il cancro ci è sembrata la risposta più ovvia. Perché tutti noi siamo convinti, così come lo era anche lei, che la ricerca scientifica sia la sola via percorribile per contrastarlo».
Marzia Cavallini si è spenta a 62 anni venerdì scorso dopo aver scoperto di essere malata solo un anno e mezzo fa. Nonostante questo non si era mai data per vinta, continuando a lavorare come segretaria in una ditta di San Pietro in Palazzi e sostenendo le cure nella speranza di sconfiggere il male che l’affliggeva. Era una donna piena di interessi e molto conosciuta sia a Vada che nel territorio di Cecina. Nata e cresciuta a Castelnuovo della Misericordia (dove ieri, al termine dei funerali, la salma è stata trasferita) , dopo aver conosciuto il marito Simone si era trasferita a Vada e lì la coppia ha vissuto mettendo su famiglia. I due inoltre, fino al 2013, hanno gestito la pizzeria “Terzo tempo” a Cecina, locale molto frequentato e apprezzato in quegli anni. Dopodiché Marzia aveva iniziato a lavorare a Palazzi.
Il figlio Tommaso figura tra i fondatori del gruppo ultras del Vada Calcio “La Pineta” mentre Davide è giocatore della Sacma Volley Cecina. «Abbiamo già raccolto donazioni per l’Airc alla camera mortuaria – spiega Davide – ma l’appello che lanciamo è di sostenere la ricerca, anche con donazioni online, come avrebbe voluto lei».
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