Il Tirreno

La posizione

118, il medico Ristori sta con gli infermieri: «Questa riforma è quello che serve e vi spiego perché»


	A sinistra il dottor Ristori con l’infermiere Del Corona
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A sinistra il dottor Ristori con l’infermiere Del Corona

Riccardo Ristori, fino poco tempo fa medico del Pronto soccorso a Cecina, interviene con una presa di posizione che fa eccezione, soprattutto tra i colleghi

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CECINA. Levate di scudi contro la riorganizzazione del sistema di emergenza-urgenza e raccolte firme di sindaci contro gli infermieri. Dall’altra parte il Nursind, sindacato degli infermieri, che denuncia un clima in cui si sentono sotto attacco.

Riccardo Ristori, fino poco tempo fa medico del 118 a Cecina, interviene con una presa di posizione che fa eccezione, soprattutto tra i colleghi. E invita a riflettere sul fatto che nelle patologie tempo dipendenti la differenza la fa la presenza di un sanitario, e che si tratti di un medico o di infermiere l’intervento non cambia poi molto.

Lo fa sui social con una sorta di intervista doppia tra lui, medico, e un infermiere del 118, nella quale entrambi spiegano cosa dovrebbero fare, da protocollo, in caso di arresto cardiaco, di dolore toracico suggestivo di infarto, in caso di ictus e di trauma maggiore. Qualche differenza c’è, ammette lui stesso, «ma molte di queste sono legate a protocolli e norme legislative che non sono adeguate ai tempi e alla professionalità degli infermieri».

«In questi ultimi tempi ho letto di tutto – spiega – sull'introduzione dell'ambulanza infermieristica, che tra l'altro esiste ovunque tranne che qui, da anni. Ecco, quindi, che io che sono un medico e un amico infermiere, entrambi con quasi 20 anni di esperienza al 118, abbiamo provato a spiegare cosa facciamo nei vari casi».

Non è la prima volta che il dottor Ristori interviene a sostegno di una riforma dell’organizzazione del sistema di emergenza che preveda l’introduzione dell’automedica (medico più infermiere) e dell’ambulanza infermieristica.

Era il 2019 quando raccontò pubblicamente l’intervento dell’ambulanza infermieristica che in estate fa base a Marina di Castagneto. In quell’occasione il medico era impegnato su un intervento, quando arrivò la chiamata per un problema cardiaco e la centrale inviò il sanitario più vicino, l'ambulanza con infermiere. «In quell’occasione l’infermiere competente insieme alla sua squadra ha riportato in vita il paziente con compressioni toraciche di alta qualità, i giusti presidi e una scarica con defibrillatore. Come da protocollo la centrale operativa ha inviato l’ambulanza medicalizzata in supporto ma quando sono arrivato a me era rimasto poco da fare, giusto una terapia di seconda linea per un’efficace stabilizzazione. Non ci fosse stata l’infermieristica, non saremmo stati lì, sorridenti. Le ambulanze con infermieri competenti – diceva già qualche anno fa – sono il futuro del soccorso di alta qualità!».

Da allora se ne è parlato spesso ma solo la delibera regionale del dicembre 2022 ha “imposto” un cambio di rotta, motivata anche e soprattutto da una ragione oggettiva, che lo stesso medico sottolinea: «Questa riforma, in grande ritardo, nasce da un problema che nessuno finora ha cercato di risolvere: che non ci sono medici per l'emergenza!». Il risultato, già adesso, è che quando non ci sono medici per coprire turni in ambulanza al loro posto vengano chiamati infermieri. Anche senza che sia stata strutturata alcuna riorganizzazione.

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