Il Tirreno

Volontariato

I clown tornano in corsia per far sorridere i piccoli degenti

di Cecilia Morello
I clown tornano in corsia per far sorridere i piccoli degenti

Cecina, l’ultima volta in corsia era stata nel 2020

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CECINA. Sono passati tre anni dall’ultima volta che uno di loro è stato in corsia per far sorridere un bambino. Domani finalmente i clown di Oliver accende un sorriso Onlus torneranno a indossare camici e naso rosso e a fare quello per cui sono nati: portare un po’ di leggerezza e sollievo nel reparto di Pediatria dell’ospedale di Cecina. Non è stato semplice restare tutto questo tempo fermi. Ma lo zoccolo duro, 15 volontari circa, c’è ed è pronto a rientrare in azione e per prepararsi al meglio lo scorso mese ha fatto un corso di refresh. «Serve preparazione per fare i clown in corsia. Devi essere pronto ad affrontare vari tipi di situazioni, capire lo stato d’animo di chi trovi in stanza, sia che si tratti di un bambino sia che si tratti dei genitori – spiega Nicola Calzaretta, uno degli storici volontari dell’associazione –. E devi avere una grande intesa con il tuo compagno di squadra». Per questo i clown si “allenano” regolarmente ogni 15 giorni, in una palestra: mettono a punto giochi e attività, si confrontano sulle esperienze fatte in ospedale, si mettono alla prova con simulazioni. In corsia poi vanno sempre in coppia e le coppie non sono mai le stesse: la sintonia è fondamentale. «Usiamo tecniche del teatro, cerchiamo di portare nel nostro personaggio clown tutto il nostro background: c’è chi arriva dallo scoutismo, chi ha esperienza di lavoro con i bambini, chi è ancora un po’ bambino…».

Il refresh è servito anche per ritrovare entusiasmo e convinzione: Oliver accende un sorriso è nata proprio con questo anche se oggi le attività che porta avanti per supportare i bambini che affrontano un percorso di sofferenza e le loro famiglie sono tantissime e variegate. In questi tre anni c'è stata la parentesi della campagna vaccinale, che ha visto i clown di Oliver all'opera nel distrarre i bambini prima e dopo il vaccino. A parte quell'eccezione, non sono più rientrati in ospedale. A partire da lunedì invece i clown saranno in Pediatria due pomeriggi a settimana, per 2-3 ore. In reparto incontrano i bambini in ludoteca o in corridoio, quando possibile, o entrano nelle camere, ma sempre in punta di piedi, “e dobbiamo essere pronti anche ad un rifiuto perché non è il momento giusto. E non è facile imparare a comprendere anche questo. Cerchiamo di capire chi abbiamo davanti e cosa può regalare un sorriso a quel bambino. Ognuno ha un tesserino di riconoscimento, il suo nome “d’arte” e il suo stile: c’è chi fa i giochi di magia, chi i palloncini, chi si porta dietro una valigetta con gli attrezzi del mestiere e chi ha sempre una figurina nel taschino. Poi un ruolo importante lo gioca il saper improvvisare. Guerino, Marameo e compagni hanno fatto un corso per entrare a far parte del gruppo. Un gruppo che Oliver, ora che tornerà ad operare a pieno regime, intende ampliare e rinforzare: per aumentare i pomeriggi di presenza e anche diversificare i contesti in cui opera. Ecco dunque che è in programma per il mese di maggio un corso base per chiunque voglia diventare clown di corsia. «Non è banale come si potrebbe pensare. Molti di noi si sono approcciati a questa cosa che erano grandi e maturi ma non va mai sottovalutato che ti trovi di fronte ad un bambino malato e a una famiglia che sta vivendo un momento difficile. Questo ti obbliga a metterti molto a nudo e ti trovi a vivere emozioni molto forti: è importante esserne consapevoli e in grado di affrontarle». Per questo prima di poter accedere al corso base, due giorni di full immersion, gli aspiranti clown devono sostenere dei colloqui che serviranno da filtro per testare la volontà e la convinzione a intraprendere questo percorso. Una volta superato il “filtro”, c’è il corso base: due giorni di formazione e poi l’aspirante ottiene il proprio naso rosso. «Ma occorre tempo prima di poter andare in corsia. Serve che tutti entrino in sintonia con gli altri clown del gruppo e serve aver ascoltato le esperienze vissute dagli altri». Oliver accende un sorriso ha in programma anche un open day per trovare nuovi soci e volontari generici. “Esiste sempre un punto di leva per ribaltarlo, il dolore, e trasformarlo in qualcos’altro” è il motto dell’associazione. Quel qualcos’altro sono sorrisi, solidarietà, determinazione nell’aiutare i bambini che vivono situazioni di sofferenza. «E le nostre porte sono sempre per chiunque volesse darci a mano una farlo». La sede dell’associazione è in via Marrucci 47 a Cecina, la mail per “candidarsi” come volontari info@oliveraccendeunsorriso.org.


 

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