Il Tirreno

La protesta

Rosignano, infiltrazioni e riscaldamento rotto: «Così non riusciamo più a vivere»

di Gabriele Buffoni
Rosignano, infiltrazioni e riscaldamento rotto: «Così non riusciamo più a vivere»

Scatta la protesta dei residenti di una palazzina di emergenza abitativa a Vada

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ROSIGNANO. La voce di Najet si spezza, frenata dalla disperazione e dalla rabbia. Insieme agli altri residenti di una palazzina di emergenza abitativa che sorge lungo via Aurelia Sud, a Vada, mostra le foto degli alloggi in cui vive: pareti vessate dalle infiltrazioni che progressivamente si sfaldano e trasudano umidità, infissi marci e con i vetri rotti, tubazioni fatiscenti e spazi a dir poco angusti per il numero di persone presenti negli appartamenti. In tutto infatti nella struttura vivono quattro famiglie, perlopiù di origine straniera e in una situazione di indigenza e difficoltà socio-economica. Tanto che due anni fa è stato loro affidata questa sistemazione di emergenza. Ma da allora nessuno ha più pensato a loro. «E in queste condizioni – aggiunge Najet, a cui fanno eco tutti gli altri inquilini – non possiamo più continuare a vivere».

L’esasperazione è il sentimento dominante tra i residenti di questa palazzina gestita da “Casa Insieme” per conto del Comune di Rosignano Marittimo. «Per tre volte negli ultimni mesi ci siamo rivolti all’amministrazione comunale segnalando la nostra condizione, ma niente si è ancora mosso – racconta un’altra inquilina – qui vivono diversi bambini, anche sotto i dieci anni, e persone anziane. Ma pure mio marito che ancora non ha 60 anni – spiega – è stato ricoverato per quasi un mese in ospedale ed è stato dimesso pochi giorni fa con una brutta infiammazione ai polmoni: qui viviamo in una situazione di umidità costante, ci sono infiltrazioni su quasi tutte le pareti e soprattutto il riscaldamento è rotto e non funziona più da tempo: da ottobre facciamo presente la cosa in Comune ma nessuno ci dà risposte concrete. E intanto – conclude – abbiamo passato l’inverno al freddo».

In base a quanto denunciato dai residenti della palazzina infatti l’unico modo per avere il gas funzionante – anche per cucinare – è attraverso le bombole che devono acquistare a proprie spese. Per il resto gli alloggi – molto piccoli: una camera e una cucina per ogni appartamento – appaiono in uno stato di evidente degrado. «Si sono dimenticati di noi – commenta amareggiata Najet – sono in Italia da vent’anni e anche altri che vivono qui sono da tempo in questo Paese: non riusciamo a trovare lavoro se non impieghi stagionali, non viviamo in una situazione semplice. Ma dover pagare anche solo 200 euro per vivere in queste condizioni non ci sembra più accettabile. Per noi e per i nostri figli. Chiediamo un aiuto: un posto in cui vivere con dignità».

Quella segnalata dagli inquilini della palazzina è una condizione particolarmente disagiante. Di cui lo stesso Comune di Rosignano Marittimo dichiara di essere a conoscenza. «È una situazione di cui siamo informati – assicura l’assessora al sociale Alice Prinetti – e abbiamo già aperto un dialogo con l’agenzia “Casa Insieme” accreditata dalla Regione Toscana per la gestione dell’emergenza abitativa. Ci tengo a sottolineare – spiega – che al momento della consegna anche questi alloggi avevano impianti perfettamente funzionanti e che ne garantivano l’abitabilità. Stiamo cercando di capire, anche attraverso verifiche sul posto, quelle che sono le attuali condizioni della struttura e l’entità dello sforzo economico necessario per sistemare i problemi segnalati da chi ci vive. Capisco anche le richieste di queste famiglie di un trasferimento altrove – conclude l’assessora – ma purtroppo qui emerge un’ulteriore criticità: di appartamenti per questi usi non ce ne sono. C’è una carenza generale a cui come amministrazione stiamo cercando di far fronte: davanti allo sblocco degli sfratti siamo in grande difficoltà, tanto che abbiamo approvato una delibera per azzerare l’Imu a quei privati disposti a fornire alloggi per emergenza abitativa».


 

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