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Santa Luce, storico ristorante è pronto a ripartire dopo la chiusura per le maxi bollette

Santa Luce, storico ristorante è pronto a ripartire dopo la chiusura per le maxi bollette

I titolari della Gozzetta hanno investito nei pannelli fotovoltaici per abbattere i costi

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SANTA LUCE. Ristorante, albergo locanda, pizzeria. La Gozzetta alla Pieve di Santa Luce è un’attività familiare, aperta dal lontano 1981. Adesso a tenere le redini sono Luca Cantini e la sorella Monica. Punto di riferimento nella zona per residenti e turisti, per la prima volta nell’inverno appena trascorso la Gozzetta è rimasta chiusa. La chiusura lo scorso 4 ottobre, a stagione finite, annunciata anche sui social con un cartello che era «provocazione ma neanche tanto». Recitava “Chiusi per ferie (e per bollette)”. Adesso, a distanza di diversi mesi, 21mila euro di bollette in sospeso che continuano a pesare sui conti, 50mila euro di investimenti fatti per il risparmio energetico, lo storico locale riapre.

E lo fa con una festa, venerdì 3 marzo. Un inverno così lungo non si era mai visto da queste parti. «Solitamente chiudevamo un mesetto a ottobre novembre, riaprivamo per tutte le feste e poi facevamo venti giorni di ferie a febbraio, che è un periodo tranquillo». Quest’anno invece no. «Siamo arrivati a settembre e non ce la siamo sentita di restare aperti: tra luce e gas ci sono arrivate bollette per oltre 21mila euro, contro i 5700 - 6mila che pagavamo gli anni precedenti. Triplicate».

Una spesa difficile da affrontare che il ristoratore ha provveduto a contestare. «E’ vero che abbiamo le camere con i condizionatori, la piscina, due appartamenti… le spese ci sono e ci sono sempre state, ma erano sostenibili. Queste no». Il caro bollette, il personale con i contratti in scadenza, un’attività da mandare avanti in due, «rischiavano di essere più i costi dei guadagni. Quindi siamo rimasti chiusi». E nel frattempo però hanno deciso di investire sul risparmio energetico. «Abbiamo cambiato il fornitore di energia, preso un finanziamento e installato i pannelli fotovoltaici, sostituito i climatizzatori nelle camere, messa una nuova caldaia con pompe di calore e il fototermico per l’acqua calda. Un investimento da 50mila euro. E speriamo di sentire la differenza».

Le premesse sono buone: ci sono già prenotazioni per l’estate. «A partire da oggi siamo sempre aperti, tranne il lunedì giorno di riposo. E lo resteremo fino a ottobre, poi vedremo cosa fare». Perchè un altro problema, oltre a quello delle bollette, è il personale. «Abbiamo riaperto ma non siamo ancora al completo: ci mancano persone in cucina e in pizzeria. E anche questa difficoltà influisce sulla scelta di restare chiusi: d’inverno a parte nei periodi delle feste lavoriamo nel fine settimana e trovare personale diventa più difficile, perché chi fa la stagione è a casa con la disoccupazione o fa altri lavori. Il prossimo inverno decideremo in base a come è andata la stagione e a quanto siamo riusciti ad abbattere le spese. Ora pensiamo a questa riapertura».

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