Gioco
Che fine ha fatto il re della street art? Il graffitaro Zeb diventa spettacolo
Doppio evento domenica 26 febbraio in occasione del compleanno di David Fedi
Che fine ha fatto Zeb? Sono passati 15 anni da quel maggio 2008, dalla scomparsa di David Fedi, street artist e non solo, che ancora vive nella memoria di chi lo ha conosciuto e di tutti coloro che si sono imbattuti almeno una volta nei suoi graffiti. Tra ipotesi più o meno fantasiose e aneddoti diventati ormai leggenda, nessuno sa che fine abbia fatto Zeb, che prima di sparire era andato a vivere a Montescudaio.
Domenica 26 febbraio, in occasione del compleanno di Zeb, la galleria di arte urbana Uovo alla Pop di Livorno, porta in scena in Fortezza Vecchia uno spettacolo dedicato al graffitaro. «È una biografia inventata, si raccontano indagini fasullissime, non cerchiamo di dare una risposta, che nessuno ha, al mistero», chiarisce Viola Barbara, autrice dello spettacolo. È piuttosto uno spettacolo che celebra una figura diventata ormai mitica, «mi sono ispirata alla sua vita prendendomi anche delle fantasiose libertà». Intelligenza, sarcasmo, ironia, ermetismo e frasi in pieno stile labronico, portati in scena dall’attrice Lara Gallo. «Questa è anche una storia di donne in attesa, la madre e la sorella, che abbiamo incontrato e che ancora aspettano il suo ritorno perché non credono all’ipotesi del suicidio, amava troppo la vita pe togliersela, dicono».
L’auto di Zeb venne ritrovata sul Romito, all’altezza del Castello del Boccale, il serbatoio pieno. Nella sua casa di Montescudaio vennero ritrovati il documento, il passaporto e il cellulare. Un mistero che si è infittito con il passare del tempo e che ha reso mitica la figura di David Fedi. Nello spettacolo si immagina l’artista nell’atto di pensare le frasi che scriverà, l’adrenalina prima di uscire in strada e i dialoghi con amici immaginari che gli fanno da palo. Neanche Zeb, nello spettacolo, sa che fine abbia fatto. “Sono morto? Scomparso? Nascosto? Perché sono sparito? Ma soprattutto dove mi trovo?”
«La performance teatrale – dicono – non vuole essere solo il racconto di un mero giallo incompiuto: la biografia enigmatica dell’uomo, ma un viaggio filosofico immaginario sul pensiero e lo stile del famoso graffitaro. Qui tutti sperano di vederlo tornare un giorno coi capelli bianchi e il solito sorriso sibillino». Lara Gallo lo interpreta in un gioco di specchi raccontandone i vari aspetti e le identità plurime anche grazie alla sovrapposizione con la vita del suo mito, Diabolik, e di Ginko l’ispettore che abbraccia un doppio giallo. «È uno spettacolo che rende omaggio ad un grande artista ed un ragazzo che sapeva farsi voler bene, una celebrazione di un pittore che voleva diventare famoso con i dipinti ma che sentiva rimbombare il suo nome per le scritte sui muri. E che scritte». Ne restano appena 2-3, sbiadite, sui muri di Livorno.
Il giorno dello spettacolo Uovo alla Pop organizza anche un tour, un’immersione nell’opera di Zeb e della street art locale che partirà da piazza del Municipio a Livorno con arrivo alla sala Canaviglia della fortezza vecchia a Livorno per inizio performance teatrale Info e biglietti su eventbrte.it..
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