Rosignano, nasce una casa d’emergenza per le donne vittime di violenza
L’immobile messo a disposizione da Solvay per i volontari di Anpas
ROSIGNANO. Anche Rosignano avrà la sua casa di emergenza per accogliere le donne vittime di violenza. Lo ha annunciato il presidente della Pubblica Assistenza di Rosignano Cristiano Cecchini alla fiaccolata promossa dall’associazione Francesca Sono Io insieme alla Commissione per le Pari Opportunità del Comune per ricordare la giovane donna uccisa dall’ex marito cinque anni fa, ma anche per sensibilizzare sulla tematica del femminicidio e della violenza di genere.
Una struttura ad hoc
Una casa di emergenza è uno spazio che può accogliere le donne vittime nell’immediato, quando hanno bisogno e urgenza di allontanarsi velocemente da situazioni di sopruso. «Sono strutture nate con la pandemia – spiega la vice presidente della Pubblica Assistenza Chiara Bianchi -, quando serviva una sistemazione transitoria per le donne, per far trascorrere i quindici giorni prima di inserirle nella casa rifugio. Poi ci si è resi conto che la loro utilità andava oltre le misure di cautela legate al Covid e sono rimaste».
Primo esempio in zona
Nella nostra zona però non ce ne sono. Quella che aprirà, a brevissimo, sarà in un immobile di proprietà della Solvay, concesso in comodato d’uso gratuito alla Pubblica Assistenza. Il luogo è segreto, per tutelare le donne che vi saranno accolte, e una chiave d’oro simbolica è stata consegnata all’associazione di volontariato a novembre. Sono in corso alcuni lavori, poi ci saranno la consegna e l’inaugurazione, anche questa simbolica.
Accoglienza per 5 donne
La struttura potrà accogliere cinque donne, per un periodo massimo che va dai 15 ai 30 giorni, il tempo necessario per trovare una sistemazione più definitiva, per dare loro il tempo di organizzarsi, per salvarsi da un carnefice e avere uno spazio protetto dove riflettere sulla propria situazione e su una scelta che per quanto a volte sembri obbligata resta difficilissima da compiere, per tante ragioni. Non ultima quella economica, e la sistemazione abitativa.
Una rete protetta
«La casa di emergenza sarà inserita nella rete del Seus, il sistema di Emergenza Urgenza Sociale e rappresenterà uno spazio di accoglienza ogni qualvolta verrà attivato il Codice Rosa all’accesso in Pronto Soccorso o dalle forze dell’ordine».
Otto volontarie
La gestione della casa di emergenza da parte della Pubblica Assistenza di Rosignano segue l’attivazione, lo scorso giugno, del centro di ascolto e informativo per le vittime di violenza, Vanessa, lo sportello con le volontarie Anpas formate appositamente. «Del gruppo fanno parte otto volontarie - spiega Bianchi -, che hanno seguito un corso di tre mesi con psicologhe, assistenti sociali e legali. Ci occupiamo di offrire supporto e informazioni alle donne vittime di violenza domestica, forniamo tutte le risposte per aiutarle a prendere una decisione che poi è solo loro. È nato da una nostra esigenza, per tutte le volte che con l’ambulanza capitava di imbattersi in situazioni di violenza e ci sentivamo impotenti, una volta finito il servizio. Volevamo qualcosa da poter lasciare a queste donne, una sorta di ancora di salvataggio».
Sportello Vanessa
Così è nato lo sportello Vanessa e dall’estate ad oggi ha già aiutato sei donne. «Alcune hanno capito qual era la soluzione migliore per loro, altre hanno comunque preso conoscenza dell’esistenza di un’alternativa», spiegano le volontarie .
La sede dello sportello è quella della Pubblica Assistenza, in via Pel di Lupo, ma con un accesso separato, per offrire la necessaria riservatezza.
Lo sportello può essere contattato telefonicamente (al numero telefonico 0586 792361) o via mail (sportelloprogettovanessa@gmail. com) o anche dalla pagina facebook (sportello Vanessa Rosignano) .
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