La protesta
Catturato in Libia, fu internato al Cairo e riuscì a tornare in Italia dopo 5 anni
La storia di Bruno Carrara, il soldato di Rosignano prigioniero degli inglesi
ROSIGNANO. Riuscì a tornare in patria solo nel marzo 1946. Bruno Carrara, nato a Livorno nel 1922 e residente a Rosignano, in via del Popolo, si era arruolato nell’81° reggimento di fanteria ed era andato in guerra in Africa. Il suo è un destino comune a molti ragazzi di quegli anni.
Catturato in Libia dagli alleati a Birelgobi, nel dicembre 1941 fu portato ad Alessandria d’Egitto in un campo di prigionia, e poi fu trasferito al Cairo. Una sua foto dell’epoca - insieme ai documenti della Croce Rossa - lo ritrae con il numero di matricola come prigioniero di guerra, il 61631. Nel 1942, Bruno viene trasferito in Inghilterra, un messaggio della Croce Rossa lo avvisa che il suo certificato di identità gli sarà recapitato per corriere, destinazione Middle East.
Tornerà a casa alla fine della seconda guerra mondiale, nel 1946, cinque anni dopo. Cinque anni di prigionia che restano un grande “buco nero” per tutta la sua vita. Carrara infatti della prigionia e della guerra non ha mai raccontato nulla alla famiglia, «come se avesse rimosso tutto», dicono la figlia e il genero. Dopo la sua scomparsa nel 2014, a 92 anni, la figlia Grazia ha contattato Janet Dethick attraverso l’Unitrè, la quale si è messa al lavoro per ricostruire la sua storia di detenzione. La “detective” britannica ha rintracciato subito il nome di Bruno Carrara in un campo nel Gloucestershire, in Inghilterra, dove è rimasto fino al 1944, quando è stato trasferito in un campo in Scozia. Qui è stato trattenuto fino al rimpatrio nel 1946.
«Sono contenta, mi sono divertita a fare l’indagine», ha esclamato Janet ai familiari dopo aver ritrovato i due campi dove il cittadino di Rosignano era stato imprigionato. Ricostruendo un importante tassello di storia.
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