Il Tirreno

L’intervento

Cecina, le puntano il coltello alla gola per non pagare il conto in pizzeria

di Gabriele Buffoni
Cecina, le puntano il coltello alla gola per non pagare il conto in pizzeria

Paura a Marina per la titolare del “Gatto Blu”: Le forze dell’ordine sono giunte al locale di Marina, sul viale Galliano, quando ormai i tre si erano volatilizzati

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CECINA. Una serata di paura e di follia a Marina di Cecina. Dove mercoledì sera Sabrina Mollisi, titolare insieme al compagno Alessio Pasquini del ristorante-pizzeria “Il Gatto Blu”, si è ritrovata la lama di un coltello puntata alla gola. Circondata da tre uomini dallo spiccato accento dell’est Europa che fino a pochi istanti prima erano all’interno del suo locale. Clienti, come tutti gli altri. Ma che, in un istante, si sono trasformati in aggressori a tutti gli effetti. Terrorizzando la giovane proprietaria della pizzeria e il suo compagno, accorso in suo aiuto.

Sono da poco passate le 21 di mercoledì. Una serata di lavoro come tutte le altre per Alessio e Sabrina: lui sempre impegnato nelle cucine, lei alla cassa e al bancone del Gatto Blu. È la ragazza quindi a tenere sotto controllo la sala e, di conseguenza, a badare che una volta consumata la cena o la bevuta al bancone i clienti saldino il conto. «Capita a volta che qualcuno, più o meno inconsapevolmente, faccia il “furbetto” e tenti di uscire senza pagare – racconta Alessio – ma solitamente basta ricordarglielo e la cosa si risolve lì. Non ci è mai capitato che qualcuno cercasse davvero di scappare, ancora meno per questo di finire aggrediti da un cliente».

In sala però mercoledì ci sono due uomini – entrambi sulla cinquantina – accompagnati da un ragazzo più giovane, indicativamente tra i 20 e i 30 anni. Parlano tutti con un accento dell’est Europa. E sono visibilmente alterati dall’alcool: al Gatto Blu infatti bevono soltanto, e quando si alzano dal tavolo il loro conto ammonta a qualche decina di euro. «Non era nemmeno un conto “da cena” vera e propria – spiega Alessio – ma quando li abbiamo visti provare ad andar via senza pagare la mia fidanzata gliel’ha fatto notare. Erano ubriachi – racconta – per cui abbiamo pensato che semplicemente se ne fossero dimenticati».

I tre però non hanno la minima intenzione di saldare il conto. E anzi infastidiscono la clientela presente protestando e minacciando i proprietari. Finché, inseguiti fuori dal locale, all’improvviso uno dei due cinquantenni estrae un coltello a serramanico. E ne punta la lama direttamente al collo della ragazza, minacciandola di morte. «Ho chiamato immediatamente i carabinieri – racconta Alessio – ma sebbene dal 112 l’allarme sia partito subito mi hanno avvertito che c’era solo una volante in circolazione. Così sono corso da Sabrina: quei tre l’avevano circondata urlando e minacciandola, eravamo tutti e due molto impauriti finché non abbiamo accettato di non farci pagare e così se ne sono andati».

Le forze dell’ordine sono giunte al locale di Marina, sul viale Galliano, quando ormai i tre si erano volatilizzati. I militari della compagnia di Cecina infatti sono i soli a garantire un pattugliamento per un’area particolarmente vasta, che da poco a sud di Livorno si estende fino all’altezza di Donoratico. Una situazione di certo non semplice da gestire.

«È stata un’esperienza terribile – commenta Alessio Pasquini – sul momento abbiamo avuto davvero paura. Poi è subentrata la rabbia, perché entrambi ci siamo sentiti impotenti e non al sicuro davanti a tre persone che non volevano pagare un conto di poche decine di euro». I carabinieri giunti sul posto hanno raccolto le testimonianze ed effettuato le prime ricerche, con esito negativo. I titolari del Gatto Blu procederanno stamani a sporgere denuncia.


 

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