Sicurezza
Una mostra nel castello di Castagneto per presentare il nuovo brand “Ineos Inovyn”
Esposizione nata la collaborazione tra l’azienda chimica del parco industriale di Rosignano (che si allinea al brand della famiglia Ineos) e l’artista versiliese Emanuele Giannelli
ROSIGNANO. Un gigante con gli occhiali da saldatore. L’arte contemporanea che dialoga con il passato e riflette sul futuro. Per presentare il nuovo brand “Ineos Inovyn” è nata la collaborazione tra l’azienda chimica del parco industriale di Rosignano (che si allinea al brand della famiglia Ineos) e l’artista versiliese Emanuele Giannelli che porta il messaggio della scelta autonoma.
L’evento
Ecosostenibilità, economia circolare e idrogeno sono le sfide che l’azienda, in stretta sinergia con Solvay, ha deciso di superare, ha ricordato Georges Madessis, country manager Ineos, durante l’evento organizzato ieri nel castello della Gherardesca a Castagneto Carducci, alla presenza dei vertici londinesi della multinazionale. È stata presentata una selezione di opere dell’artista Giannelli, noto anche per la scultura “Mr Arbitrium”, un gigante di cinque metri, installato in varie città, compresa Firenze, vicino a edifici storici o di culto. Una selezione di opere per creare, è stato spiegato, un parallelo tra l’industria, che lo inspira e la sua arte. «Abbiamo voluto creare uno stimolante confronto, per comunicare una visione di futuro che tutti aspiriamo sia migliore, sicuro e sostenibile», ha detto Madessis, confermando i progetti sull’energia rinnovabile sostenuti anche dal Governo. Evidenziato il parallelo tra Inovyn e l’arte: i valori del gruppo Ineos, quali grinta, rigore e umorismo, insieme alla sfida e alla visione del futuro, «sono comuni all’arte di cui Giannelli si fa portavoce».
Il territorio
L’evento, organizzato con l’azienda “Collegamenti”, è stato anche un’occasione di confronto con le autorità locali, grazie alla presenza della presidente della Provincia di Livorno Sandra Scarpellini sindaca di Castagneto, del sindaco di Rosignano Marittimo Daniele Donati, di Santa Luce, Giamila Carli, di diversi amministratori, di imprenditori e dell’onorevole Chiara Tenerini. Un’occasione di confronto per comprendere al meglio come, attraverso la collaborazione, si possano rendere possibili nuovi importanti progetti sull’idrogeno e il riciclo integrando una grande azienda come Ineos Inovyn con le realtà economiche più piccole e altre associazioni presenti sul territorio, con l’intento di e sostenere questi progetti e di creane nuovi.
La multinazionale
A rappresentare Ineos Inovyn c’era Georges Madessis, Country manager per l’Italia, il Ceo Ineos Inovyn, Geir Tuft Geir e i membri del consiglio d’amministrazione arrivati da Londra.
La multinazionale
Ineos Inovyn, a livello europeo, annovera 4200 dipendenti, in 8 nazioni, con un fatturato di 3, 2 miliardi di euro. Le Società del gruppo Ineos sono una presenza importante anche in Italia con tre centri di ricerca di livello internazionale, un fatturato di oltre di 600 milioni di euro e un impatto sull’indotto del territorio di più di 50 milioni di euro anno; 420 i dipendenti diretti divisi fra tre società. Ineos Inovyn è leader europeo nei prodotti derivati del cloro, soda caustica, «Pvc e l’idrogeno che si pone alla base della nostra visione per contribuire alla decarbonizzazione».
Il sindaco Donati
«Il nostro intento, come amministratori, è quello di guardare al futuro, cercando di migliorare l’impatto ambientale delle produzioni, facendo il modo che siano connesse a uno sviluppo armonico, con la responsabilità di impresa e un costante miglioramento dei cicli produttivi» ha detto Daniele Donati. «Il brand presentato oggi va in questa direzione. Guardare al futuro, direzione in cui vanno i progetti presentati, è un segnale di crescita; il futuro è riservato a chi cerca di crescere. Come Comune ci siamo, specialmente quando si parla di transizione energetica. Ineos Inovyn oltre agli impianti di produzione sui nostri territori hanno laboratori. Apprezziamo questo sforzo di miglioramento che passa dagli investimenti sull’arte. C’è un senso di attenzione verso le nuove sfide. Il Comune e le amministrazioni faranno la loro parte, nell’ottica di migliorare la presenza sul territorio di un’impresa che comunque ha bisogno di avere una visione lunga».
Su un modello di sviluppo che vada nel segno della qualità e dell’eccellenza si è soffermata anche Scarpellini.
Giannelli
«Dentro la mia scultura c’è sempre stata e c’è l’idea di industrializzazione, l’uomo occidentale, con tutti i suoi aspetti, l’esaltazione della capacità tecnologica e geniale ma anche di autodistruzione e di criticità della nostra società. Sappiamo fare cose pazzesche ma non sempre sappiamo gestirle. Mr Arbitrium, spinge o sostiene un palazzo storico, il simbolo della nostra società». L’arte per riflettere su come porsi di fronte alle nuove sfide.
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