Toscana
La Curia chiude l’asilo di San Guido. Ma i genitori non si rassegnano
Dopo il crollo improvviso di alcuni travetti due perizie con conclusioni contrastanti
BOLGHERI. Dal trasloco in via precauzionale alla chiusura definitiva. È il vortice in cui è precipitato nell’arco di un mese lo storico asilo di San Guido. I problemi al sottotetto, riscontrati la sera del 7 dicembre nell’ala del Centro diocesano di spiritualità, sede della comunità delle Sorelle Minori, a cui è attiguo l’asilo, avevano consigliato di trasferire l’attività negli spazi della Scuola Bambin Gesù a Donoratico. Doveva essere una soluzione d’emergenza. Poi la doccia fredda a cui i genitori dei venti bambini che frequentano il servizio educativo non si rassegnano.
Un fulmine a ciel sereno per i genitori, che sono stati informati della questione tramite un messaggio vocale della coordinatrice della cooperativa responsabile della realtà bolgherese, che fa capo alla Fondazione Don Renato Fissi, a cui la Diocesi di Massa Marittima e Piombino, proprietaria della struttura, ha affidato il servizio. Dalla promessa di tornare a San Guido, mai confermata, fino all’ultima notizia: l’asilo resterà chiuso. Ma i genitori non ci stanno.
«San Guido non si tocca», scrivono in una lettera accorata Giulia Manciulli e Alessandra Toninelli, in rappresentanza dei genitori. Che proseguono: «L’importanza della scuola dell’infanzia San Guido è anche quella di dare la possibilità di una scelta didattica diversa. I bambini si trovano in un ambiente con classe mista che va dai tre ai sei anni d’età dove i piccoli imparano prendendo esempio dai grandi e questi si prendono cura dei piccoli aiutandoli a crescere. I bambini, grazie anche alla posizione della scuola, svolgono principalmente attività all’aperto, imparano fuori e portano quello che hanno appreso in classe mettendolo su carta con attività didattiche originali, interessanti e ben organizzate dalla nostra maestra. Non esiste una scuola migliore di un’altra, un metodo giusto e uno sbagliato, ma è importante che sul territorio ci sia la possibilità di scegliere tra approcci diversi, cosa che da oggi se chiude la scuola di San Guido non sarà più possibile fare, se non decidendo di portare i bambini fuori dal nostro Comune».
La scuola è stata chiusa prima delle vacanze di Natale. I bambini sono stati sistemati alla Scuola Bambin Gesù dove hanno una stanza a disposizione per svolgere le attività, dormire e mangiare. Tutto in una stanza, ma per poche settimane sembra la soluzione migliore per non tenere i bambini a casa. «Il 20 dicembre con un incontro online la cooperativa, tramite la coordinatrice di secondo livello e la responsabile della nostra scuola, garantisce che la struttura di San Guido è sicura, sono state svolte delle perizie sul tetto delle aule e su quello della stanza della nanna e il 16 gennaio saremmo rientrati nei locali – proseguono i genitori – . Si prendono le vacanze di Natale per capire se anche il tetto del refettorio è sicuro o nel caso studiare con l’Asl la soluzione alternativa migliore per il pranzo. Il tutto è confermato anche via e-mail».
I genitori vengono convocati a una riunione per metterli a conoscenza dei problemi e le soluzioni adottate. Il 13 gennaio alle ore 16,30 l’appuntamento è nelle aule della scuola Bambin Gesù a Donoratico. Oltre ai rappresentanti della cooperativa si presenta un rappresentante della curia. «L’ordine del giorno passa dall’essere dove avrebbero mangiato i bambini alla comunicazione che la scuola di San Guido è a tutti gli effetti chiusa – sottolineano –. Se infatti da una parte c’è la cooperativa che continua a ripetere che i loro tecnici hanno valutato la situazione e fatto perizie che attestano la sicurezza, e sono pronti a prendersi la responsabilità del rientro, dall’altra la Curia fa sapere che il vescovo, che rappresenta la proprietà, non ha mai avuto intenzione di prendersi questa responsabilità. Le loro perizie dicono una cosa diversa. Secondo i loro tecnici il problema sul tetto della chiesa è grave e il pericolo è che ci sia un crollo con successivo rischio di esplosione dell’edificio a causa di tubature del gas. Il lavoro da svolgere sulla struttura della chiesa è quindi importante e richiederà molto tempo, e quindi il contratto che lega la cooperativa alla Curia è stato sciolto».
La rabbia dei genitori è palpabile. «Una faccenda gestita con poca trasparenza, senza mai notizie certe, senza la possibilità di vedere queste perizie e nessuna comunicazione ufficiale di chiusura della scuola – concludono –. I venti bambini iscritti sono finiti al Bambin Gesù e le 21 iscrizioni per il prossimo anno a San Guido non possono essere raccolte perché la scuola non esiste. La sicurezza viene prima di tutto ma anche il benessere dei nostri bambini. Ad oggi non sappiamo ancora come finiranno l’anno scolastico, non sappiamo se verrà loro dedicata un’altra aula al Bambin Gesù o se rimarranno a mangiare, dormire e fare attività nello stesso posto. Si ritrovano in una struttura molto diversa dalla loro con intorno aule di bambini con abitudini ed orari molto diversi».
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