Il Tirreno

Il lutto

Addio a Lia Balestri, signora della cucina: aveva inventato il ristorante Mocajo

Addio a Lia Balestri, signora della cucina: aveva inventato il ristorante Mocajo

Nel 1963 aprì il locale a Casino di Terra

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GUARDISTALLO. Se n’è andata ieri a 91 anni Lia Balestri, Signora della cucina, fondatrice nel 1963 del ristorante Il Mocajo di Casino di Terra, una delle eccellenze della Val di Cecina. «Con enorme tristezza salutiamo una persona che con la sua cucina ha saputo raccontare di noi e della nostra terra. Ci stringiamo al dolore della famiglia Lorenzini, del ristorante Mocajo. Con la scomparsa di Lia scompare un profumo, un sapore, una nota di colore del nostro paese». Un saluto affettuoso alla signora Lia arriva dal sindaco di Guardistallo, il suo paese, Sandro Ceccarelli.

Che la ricorda sorridente e ironica, «sempre pronta alla battuta e a chiacchierare con i più giovani con il loro linguaggio, cuoca eccezionale e grande intrattenitrice». Era l’anima del ristorante: un ristorante che Lia aveva inventato dopo la chiusura del pastificio che portava lo stesso nome, Mocajo, di cui - ricorda ancora Ceccarelli - «era stata, giovanissima, la prima operaia». I capelli biondi raccolti in una folta crocchia, il sorriso gioviale, la passione per la cucina e un’apertura mentale che la faceva stare a suo agio con i giovani: così la ricordano a Casino di Terra e Guardistallo.

All’inizio degli anni Duemila Lia Balestri si è fatta pian piano da parte, lasciando alla figlia Laura la guida della cucina e al figlio Fabrizio la cura della sala e della cantina. E se oggi, a distanza di anni, Il Mocajo è il grande ristorante premiato dalle guide e dalla clientela, il merito va ascritto a lei, che dal niente riuscì a raccogliere le molteplici abitudini gastronomiche disperse nel territorio trasformandole in una tradizione consolidata. Lepre, cinghiale, trippa: i suoi piatti erano sapienti e cucinati con maestria. Unendo tradizione e inventiva. Sempre con attenzione alla qualità del prodotto, con materie prime scelte a chilometro zero.

Memorabili le cene che organizzava in collaborazione con l’Accademia del gusto di Volterra, animata dal compianto Franco Porretti. Ma molti ricorderanno le serate enogastronomiche in cui si presentavano i vini di cantine all’epoca emergenti e oggi importanti, come La Regola di Riparbella, dei fratelli Flavio e Luca Nuti, con menu che esaltavano i vini e i prodotti del territorio.

E proprio Flavio Nuti, titolare insieme al fratello Luca dell’azienda vitivinicola pluripremiata, la ricorda con affetto: «Al Mocajo abbiamo legato il nome dei nostri vini, in tante cene e abbinamenti, e qui abbiamo festeggiato tutte le ricorrenze importanti della nostra famiglia. Una grave perdita».

Lia Balestri, che fino a poche settimane fa leggeva riviste di cucina per coltivare ancora la sua passione tra i fornelli, lascia i figli Laura e Fabrizio, il genero Waltere Polidori e la nuora Tina Argentieri, i nipoti Saverio e Giulia, due piccoli bisnipoti. Il suo nome resterà per sempre legato alla Val di Cecina, che grazie alla sua passione e alla sua competenza nella preparazione dei cibi, oggi è sinonimo della bellezza e dei sapori della Toscana più genuina.

L’ultimo saluto stamani alla chiesina di Casino di Terra.

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