Il Tirreno

La protesta

Rosignano, l’odissea di 19 famiglie: due mesi al freddo in attesa del nuovo impianto di riscaldamento e ora non funziona

di Cecilia Morello
Rosignano, l’odissea di 19 famiglie: due mesi al freddo in attesa del nuovo impianto di riscaldamento e ora non funziona

Succede in tre condomini Casalp: con la sostituzione della caldaia sembrava che il problema fosse risolto. Ma non è così

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ROSIGNANO. La novella della stento si direbbe. Questa settimana, con le temperature che soprattutto la mattina sono scese ancora, nei tre condomini di via del Castello a Rosignano Marittimo, i termosifoni non scaldavano. Di nuovo. Dopo gli interventi, e tutto dicembre al freddo, e la sostituzione della caldaia, sembrava che il problema fosse finalmente risolto, e invece no. Le circa 18 famiglie che abitano negli alloggi gestiti da Casalp hanno nuovamente dovuto tirare fuori coperte, cappotti e stufe elettriche. E già anche chi, lamentando un principio di broncopolmonite, minaccia di rivolgersi ad un avvocato. Ricapitoliamo. Nei tre condomini il riscaldamento questo inverno non era mai partito. Telefonate, mail, articoli di giornale, segnalazioni. Fino a che Casalp non ha fatto il punto della situazione spiegando che la caldaia era rotta e che doveva essere sostituita. E dicendo di aver affidato l’intervento a una ditta di Empoli che però aveva difficoltà a reperire la nuova caldaia. Alla fine le ricerche hanno dato i loro frutti e la caldaia è stata trovata. Per l’installazione sono servite un paio di settimane, tempi dovuti agli interventi idraulici ed elettrici e ad una importante perdita. Poi finalmente i termosifoni hanno cominciato a intiepidirsi, in due condomini su tre. Nel terzo c’erano ancora problemi che sono stati risolti in un paio di giorni. Ma c’era ancora chi tra gli inquilini lamentava che i termosifoni non erano caldi quanto avrebbero dovuto.

E che ci fosse qualche problema lo ha ammesso da subito anche Casalp, spiegando che sebbene la caldaia fosse in funzione, «la tubazione che conduce dalla centrale termica al condominio richiede un pressoché totale rifacimento, data la vetustà e le cattive condizioni di tenuta idraulica. Tale intervento - aveva detto il presidente di Casalp Marcello Canovaro - lo programmeremo nel prossimo futuro, risorse finanziarie permettendo». Ed era il 22 dicembre. Trascorsi appena 20 giorni, lunedì scorso il pessimo risveglio: termosifoni di nuovo freddi. «La caldaia funzionava - spiegano i condomini - ma una pompa era andata in blocco e noi ci siamo trovati ancora una volta senza riscaldamento». Quindi sono ripartite le segnalazioni a Casalp e le chiamate ai tecnici che hanno provveduto a sbloccare la caldaia. Ma il problema non è risolto. E dopo una settimana senza riscaldamento i termosifoni ieri, sabato, erano accesi ma il rischio di un nuovo blocco è dietro l’angolo.

«La caldaia sta funzionando ma i termosifoni pare che rimangano tiepidi senza raggiungere la temperatura prevista - conferma Casalp -. Il malfunzionamento sarebbe dovuto alle pompe che girano con meno prevalenza o per lo sporco dell’impianto o per l’inverter e l’impianto tarda ad andare in temperatura».

Anche ieri mattina la ditta era sul posto per cercare di risolvere il problema. «Il tecnico - spiegano alcuni inquilini - ci ha detto che ha provveduto intanto a regolare il riscaldamento sulle 24 ore continuative in modo da garantire che le case siano calde ma il problema è più importante e i blocchi possono verificarsi in ogni momento». Sarà un lungo inverno.


 

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