Sicurezza
Cecina, la povertà è in aumento: i dati
Gli assistiti del Centro Alimentare nel giro di un anno passati da tremila a 3.500
CECINA. Cresce l’attività del Centro raccolta alimentare della Pubblica assistenza. Il 2022 è finito da pochi giorni e Giovanni Ippolito, il responsabile, fa il punto premettendo che la crisi economica e sociale è forte. I problemi coinvolgono nella stessa misura famiglie italiane e straniere, costrette per mancanza di lavoro e altri imprevisti a raggiungere piazza Alessandrini e chiedere il pacco alimentare.
L’anno passato sono state consegnate 1.320 borse a circa 3.500 persone. Nel 2021, erano meno: 1.200 assegnate a 3mila assistiti. I numeri confermano che il momento è difficile. Ippolito spiega che il magazzino è pieno perché gli imprenditori della zona donano spesso, la Pubblica assistenza presieduta da Serena Mulaz acquista e il Banco alimentare – attraverso il governo italiano e l’Unione europea – contribuisce.
La palazzina grigia accanto alla sede della Pubblica assistenza è aperta ogni venerdì dalle ore 16 alle 17,45. Le famiglie hanno diritto a un ritiro al mese. La busta contiene riso, pasta, olio, caffè, biscotti e altri generi alimentari, legati anche alle diverse necessità. Per esempio, i bambini piccoli che hanno esigenze particolari. Per ritirarla, occorre presentare l’Isee oppure il certificato degli assistenti sociali.
Il Centro serve il territorio comunale, ma se arrivano richieste da fuori nessuno nega niente. Prevale poi in molti l’idea che siano gli stranieri ad avere maggiore bisogno, invece la questione interessa nello stesso modo tanti concittadini. «Non dimentichiamo – dice Ippolito – che noi non siamo l’unico riferimento in città, perché ci sono pure la Misericordia di Cecina, la cui sede è in piazza Carducci, e altre associazioni. Noi esistiamo ormai da trent’anni». Un percorso lungo, iniziato nel 1993 da un’idea dell’ex commerciante Carlo Turini, uno dei fondatori. Ippolito, che lavorava in ospedale ed è in pensione, è arrivato nel 2010 a coordinare. Con lui ci sono Stefania Bassini, Paolo Mulaz, Domenico Bevinetto, Giulio Stefanini, Franco Splendiani, Graziella Marsili, Matteo Del Corso e Adelmo Bianchi. La presidente della Pubblica assistenza Mulaz e il consiglio di amministrazione sono sempre presenti, perché il lavoro non manca.
Barattoli di marmellata e legumi, pasta e dolci, caffè e altri generi alimentari sono divisi e ordinati sugli scaffali, pronti per essere imbustati. «Dobbiamo collaborare di più tra noi – conclude Ippolito, lanciando un messaggio alle associazioni –, perché il momento è critico e molte famiglie hanno bisogno». La rete della solidarietà, insomma, deve crescere ancora. Se numerosi sono i nuclei familiari della zona che bussano alla porta della palazzina, alta è anche la percentuale di quelle che arrivano dal Marocco e dal Sudamerica, oltre che dall’Ucraina a causa della guerra in corso da quasi un anno. I volontari li ascoltano e con educazione donano loro parole di conforto e aiuti.
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