La manifestazione
Riorganizzare l’emergenza Confronto tra sindaci e Asl
Automedica e servizi infermieristici: interviene la Sds
CECINA. I sindaci del territorio delle Valli Etrusche chiedono di essere parte attiva nella costruzione del nuovo modello di organizzazione dell’emergenza sanitaria territoriale. La Società della Salute raccoglie in qualche modo l’appello del sindacato infermieri Fsi Usae sebbene già si stesse muovendo, conferma la presidente Sandra Scarpellini, in questa direzione.
Un incontro Asl-sindaci
Proprio ieri infatti la SdS ha incontrato i vertici dell’Asl sul territorio, la direttrice Laura Brizzi e il coordinatore sanitario Franco Berti, per presentare richiesta formale di apertura di un tavolo di confronto e per invitare l’Asl ad un’assemblea che dovrà tenersi a stretto giro proprio sul tema della riforma dell’emergenza. «Chiederemo di essere informati e coinvolti con urgenza e di aprire il tavolo di confronto a tutti i soggetti interessati e coinvolti. Ci sono delle linee di indirizzo della Regione e abbiamo bisogno di sapere a che punto è il piano a cui l’Asl sta lavorando per il nostro territorio». Gli indirizzi della delibera riguardano tutto il territorio regionale e prevedono una diminuzione delle ambulanze con a bordo il medico, l’istituzione dell’automedica (con medico e infermiere) e l’aumento delle ambulanze infermieristiche. La fotografia dello stato attuale del territorio della Bassa Val di Cecina vede due ambulanze con medico, una a Rosignano e una a Cecina, nessuna automedica e nessuna ambulanza infermieristica, ad eccezione di quella del potenziamento estivo che è di stanza proprio a Marina di Castagneto.
«Noi – spiega la sindaca Scarpellini – la sperimentiamo da anni e devo dire con risultati estremamente precisi ed efficaci. Si tratta di capire come saranno distribuite le risorse ed è necessario che la discussione tenga conto di tutta una serie di fattori. Va costruito un modello nuovo e siamo consapevoli di tutte le difficoltà che ci sono, a partire dalla carenza di medici. Ho letto l’intervista al dottor Ristori e sono assolutamente d’accordo con quello che ha detto: i pochi medici che ci sono devono essere utilizzati nel modo migliore. Siamo altrettanto consapevoli dell’evoluzione della professione infermieristica e delle funzioni che gli infermieri hanno acquisito. È inutile intestardirsi con modelli che non sono più attuabili ma, allo stesso tempo, questa nuova organizzazione deve essere ben spiegata, prima alle istituzioni e poi ai cittadini, e deve essere pensata in modo da poter garantire il massimo della sicurezza per quanto riguarda la salute pubblica».
Il terzo settore
E tutto questo senza dimenticare un anello fondamentale del sistema: il terzo settore e quindi le associazioni che si occupano del trasporto sanitario. «E che con il trasporto sanitario campano, cosa che consente loro di svolgere una moltitudine di servizi per la collettività che sono fondamentali. Il loro ruolo, e quindi coinvolgimento in questa riorganizzazione, è imprescindibile». Le associazioni sono del resto in vigile attesa per sapere cosa sarà chiesto loro e quali risorse saranno messe a disposizione. Il piano di riorganizzazione, così come prescritto dalla delibera regionale, dovrà essere pronto entro una scadenza ben precisa: 120 giorni dalla pubblicazione degli indirizzi, avvenuta lo scorso dicembre. L’Asl da parte sua ha fatto sapere che i responsabili del 118 sono al lavoro per metterlo a punto, mentre il sindacato infermieri ha messo in guardia dal rischio che questo territorio possa essere penalizzato, in mancanza di assunzioni e ampliamento dell’organico soprattutto per quanto riguarda gli infermieri addestrati all’emergenza. «È un tema che abbiamo ben chiaro nella nostra agenda e che intendiamo affrontare con estrema urgenza», ha assicurato la presidente della Sds.
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