Italia
La compagnia di Palazzi porta in scena “La zanzara”
Buona la prima, si replica sabato 14 gennaio
GUARDISTALLO. “A sapello!”. Per raccontare la vita e i suoi problemi agli amici e ai figli, hanno scritto una commedia esilarante in due atti, “La zanzara”, dove Simone “Virgilio Fessi” Caroti – presidente della Compagnia di Palazzi – e la sua pattuglia hanno inchiodato circa 200 persone alle eleganti poltroncine del teatro “Virgilio Marchionneschi” di Guardistallo la sera prima di Befana. Replicheranno sabato 14 e i biglietti sono già stati venduti tutti. Con soddisfazione di Leonardo Pantuosco, l’estensore del canovaccio, e di Massimiliano Mamo Gionti, il regista. Due ore divertenti non senza beneficenza, perché parte dell’incasso sarà devoluto a “6 Il mio amico speciale” e “DiversAbile”, due associazioni che scommettono sull’inclusione e sulle nuove capacità di relazione.
In sala, insieme al sindaco Sandro Ceccarelli, l’assessore alla cultura del Comune di Cecina Domenico Di Pietro e il consigliere delegato allo sport Mauro Niccolini. La vicenda del protagonista, pensionato costretto sulla sedia da un tremendo mal di pancia, è in realtà l’inizio di un viaggio parlato e musicale che, senza una pausa, riporta i protagonisti e gli spettatori indietro nel tempo, agli anni 70 del teatrino parrocchiale Lux di don Giovanni Scarpellini, a un mondo più semplice che esplode la notte dell’11 luglio 1982 – Italia campione del mondo di calcio a Madrid battendo la Germania Ovest – e chiude il decennio di piombo. Merito di Pantuosco, bravo a leggere, se la nostalgia non è canaglia e il racconto è leggero e veloce. Come i dialoghi tra gli incredibili personaggi presenti sul palco, a partire dalle signore: badanti, figlie o doppiogiochiste che siano.
Dopo l’intervallo, quando Fessi non c’è più e si apre la complessa partita dell’eredità, arrivano le sorprese, arricchite da interpretazioni originali, crisi d’identità e battute al vetriolo, perché nel frattempo il Terzo Millennio ha stravolto tutti i valori e alimentato soltanto falsi bisogni. Insieme a Caroti, hanno recitato Mirco Piancastelli (Pietro Tarini), Cristina Gavarri (Grazia Ladarei), Barbara Oliviero (Nunziatina), Cristina Costanzo (Mariella), Andrea Giannini (Franchino), Roberto Meoli (Armando), Alessandro Ganetti (Fidelio Fidati), Leandro Martellacci (Ulisse Fessi), Roberto Nencini (Omero Fessi), Anna Russo (Anna Fessi), Antonella Alcara (Alessandra Denobili). Musiche di Nina La Rocca, Jean Jacques Pantuosco, Simone Bartali, Enzo Frosini e Rudy Fiorentini.
Al momento dei saluti, dopo due ore e un quarto, applausi e ringraziamenti per Silvia Nencetti, Simona Caselli, Gianna Tani, Chiara Piancastelli, Angela Meini, pasticceria Principe e i doppiatori Enrico Stefanini, Paolo Biancani e Francesco Filippeschi. Trucco e parrucco: Martina Biancani. Luci e suoni: Filippo Como e Marco Checcacci, stampa TimeOut di Gianni Caroti e fotografie di Omnia Photo (Paolo Salvadori). Gianmarco Bandini, scrittore, ha dedicato questa frase allo spettacolo: “Un ronzio di risate e pensieri, che punge i cuori sinceri”. E’ vero, perché la zanzara, tormento del patriarca Fessi e di tutti quelli che lo tentano, è sempre presente. Alla fine, fa quasi compagnia. Senza una seccatura, sennò, che vita sarebbe? Arrivederci al 14 e, scommettiamo, alle successive repliche. “A sapello!”, direbbe il medico curante di Fessi.
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