Trasporti
Quilici lascia la Pro Loco di Rosignano: «Non c’è partecipazione»
La presidente dell'associazione spiega come mai ha lasciato la guida della Pro Loco. «Siamo volontari e senza il sostegno dei cittadini è tutto più complicato»
ROSIGNANO. «Nel 2014 nacque quest’avventura, con altri miei amici e colleghi, fondammo prima l’associazione Io amo Rosignano Solvay poi la nuova Pro loco. Negli anni sono cambiati consiglieri e i regolamenti, sempre più burocrazia, responsabilità e regole ferree, ma soprattutto sempre più spese, meno aiuti economici e sempre meno braccia a dare una mano fisicamente». Spiega le sue dimissioni da presidente dell’associazione, incarico ottenuto nel 2017 e da consigliere, Alessandra Quilici.
«Nel periodo Covid abbiamo messo in piedi eventi e attività socioculturali nel rispetto delle regole, cercando di non far morire il paese. Nel 2022 abbiamo creato nuovi progetti ed attività molto partecipate, ma il post pandemia si è fatto sentire economicamente».
Una decisione, quella di dare le dimissioni, maturata da quest’estate «dopo uno dei tanti nostri eventi, ho comunicato la mia volontà di dimettermi in quanto era diventato per me troppo impegnativo e stressante, tanto da causarmi problemi di salute ed impedirmi anche di lavorare. Penso di essermi dedicata molto, a volte anche più del dovuto all’associazione, perché ci tenevo e ci credevo veramente, ma a lungo andare ha iniziato a pesarmi e di conseguenza è calata la passione. Se faccio qualcosa la faccio col cuore ma ora ho deciso di smettere».
Quilici ha trascorso nove anni nella pro loco diventando presidente. «Negli anni penso che abbiamo costruito molto e messo le basi per una realtà fondamentale per Rosignano Solvay, ma ci siamo scontrati anche con dei grossi muri che a lungo andare invece di cedere sono rimasti tali e quali se non peggiori. La frase che più mi tormenta e con cui ho sempre lottato, ma a cui adesso mi arrendo è “è sempre stato così”, frase che purtroppo passa di generazione in generazione».
L’evento che Quilici ricorda per il suo particolare significato è il compleanno di Rosignano Solvay «nato prima in piccolo ai Canottieri, poi cresciuto su tutto il nostro splendido lungomare, Abbiamo anche “forzato” molte tradizioni per non farle finire, dal carnevale con i carri allegorici dei rioni che ormai sono composti da pochi “sopravvissuti” perché non c’è stato ricambio generazionale, al palio di Santa Teresa e la cacciuccata storica».
Poi una valutazione su Rosignano Solvay «non è più un paese ma una “città”, non ha un centro ed ha sempre meno attività commerciali. Le famiglie non sentono più l’attaccamento al proprio rione come lo sentivamo noi da ragazzini e di conseguenza non partecipano attivamente alle attività Pro loco. Ci si lamenta spesso che non c’è mai niente, ma nessuno si chiede quel poco chi lo fa e come lo fa. Molti pensano che le Pro loco siano stipendiate dal Comune, ma i membri come me sono semplici volontari che spesso ci rimettono anche di tasca propria.
La Pro loco di Rosignano Solvay, nonostante sia la più “centrale” con più abitanti, non ha una sede sfruttabile come centro informazioni turistiche o luogo di scambio di idee, proposte ed anche lamentele per il paese. Non ha un’area feste che per molte pro loco è di essenziale sostentamento economico. A malincuore, ho voluto lasciare perché quel muro per me è diventato ormai insormontabile. Sono anche dell’idea che nelle Pro loco come in altre associazioni ed altro, ogni tanto i presidenti ed i consigli direttivi debbano cambiare, perché ci si fossilizza ed adatta a vecchie usanze senza creare niente di nuovo».
Quilici ringrazia gli ex colleghi «che quest’anno mi hanno supportato e sopportato nel miglior modo possibile e che dopo la mia brusca decisione hanno accettato di portare a termine il mandato, il nuovo presidente Marta Masi ed i miei ex consiglieri Riccardo Neri, Erica Erica, Sergio Bianchi, Pietro Pitarresi, Silvia Citi, Claudio Monticelli che si sono resi disponibili a portare avanti questo progetto. Ma soprattutto ringrazio tutti quelli che hanno partecipato alle nostre feste ringraziandoci ogni volta, che hanno creduto in noi, si sono tesserati e spesso dato un piccolo contributo per farci andare avanti. Ringrazio quelle poche attività ed associazioni che ci hanno supportato gratuitamente e che continueranno a farlo. Ringrazio anche chi ci ha remato contro, fatto grossi torti e criticato continuamente, perché grazie a loro siamo cresciuti ancor più soddisfatti perché abbiamo creato tutto con le nostre uniche forze.
La cosa che più mi auguro è che più giovani si avvicinino a queste realtà perché secondo me Rosignano Solvay merita di più ed ha tutti i presupposti per tornare quella di un tempo».
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