Il Tirreno

Solidarietà

Da 17 anni aiutano gli anziani: «La spesa? Ci pensiamo noi»

di Cecilia Morello
Da 17 anni aiutano gli anziani: «La spesa? Ci pensiamo noi»

Da un’idea della Coop è nato il servizio di volontariato sociale. Il servizio non ha alcun costo per chi ne usufruisce

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ROSIGNANO. Si chiama Ausilio alla Spesa. Un servizio che a Rosignano esiste dal 2005, prima ancora della pandemia e del boom delle spese a domicilio, e che ancora oggi – nato da un’idea della Coop – è portato avanti da un gruppo di volontari: tredici persone, con il supporto della Pubblica Assistenza per le consegne e il patrocinio del Comune.

«Le cooperative di paese sono nate nel dopoguerra. A un certo punto quei soci fondatori, che allora avevano 25 anni, si sono trovati ad averne molti di più e a confrontarsi con le difficoltà di fare la spesa – spiega il responsabile dei volontari, Riccardo Cantini – all’inizio è stata usata la sezione soci. Poi è stato esteso a tutte le persone, siano esse soci Coop o meno». Nel periodo del lockdown, quando tutti erano costretti a casa, sono arrivati a servire un centinaio di persone. Adesso il numero si attesta intorno alla quarantina di spese consegnate ogni settimana. «Si tratta di persone anziane – spiega Cantini – sole, vedove che non hanno la patente o anche persone più giovani che per qualche motivo non hanno modo di muoversi da casa».

Il servizio non ha alcun costo per chi ne usufruisce. «Non abbiamo niente a che fare con il servizio commerciale del supermercato: chi vuole ha a disposizione la spesa online. Il nostro invece è un servizio sociale – spiega Cantini – siamo tutti volontari e facciamo noi stessi la spesa, prendendo e scegliendo i prodotti dagli scaffali. Il criterio è di fare la spesa per queste persone come se la facessimo per noi stessi. Per le scadenze ci siamo dati un codice – spiega – devono avere una settimana almeno e se non è disponibile il prodotto richiesto chiamiamo la persone e proponiamo ad esempio di sostituire la marca. Lo spirito è quello del buon vicinato».

Tutto è organizzato nei dettagli. Le circa quaranta famiglie sono divise in quattro gruppi, spalmati sulla settimana. Ogni gruppo ha un volontario di riferimento che si occupa nel giorno stabilito di raccogliere le liste della spesa, chiamando chi manca. Quindi provvede a compilare il modulo che lascerà il giorno dopo ai tre volontari che si occupano della spesa, andando a scegliere i prodotti uno per uno. «La spesa esce pagata – spiegano i volontari – noi anticipiamo, poi al momento della consegna lo scontrino ci viene rimborsato da chi l’ha ordinato». Le consegne vengono fatte dalla Pubblica Assistenza con i suoi mezzi. Non c’è un contributo da parte di nessuno. «Perché non abbiamo costi – commenta il responsabile dei volontari – tutto quello che mettiamo è il nostro tempo ed impegno: i mezzi sono dell’associazione, i moduli e le buste oppure le scatole di cartone le fornisce la Coop. Ed è un servizio rivolto a chi non potrebbe fare altrimenti – spiega – per ordinare la spesa online devi avere un computer, essere in grado di usarlo e ci sono dei limiti sulla quantità di prodotti e un contributo per la consegna».

Le spese devono coprire una settimana, soprattutto quando le persone non hanno altro modo di farla. «Solitamente si aggirano intorno ai 50-60 euro. In un anno abbiamo movimentato circa 1800 spese ma – ribadisce Cantini – non si tratta di calcolare un fatturato». Si tratta di poter contare su un servizio che va oltre la consegna della spesa: se ad esempio qualcuno si dimenticasse di inviare la lista il giorno stabilito, i volontari sono pronti a ricordargliela. Proprio come farebbe un buon vicino d’altri tempi.

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