Il dolore
Case al freddo a Rosignano, soluzione a metà
Il riscaldamento è stato riattivato a due condomini su tre al castello. Per l’ultimo è stato trovato un guasto importante alle tubature e servono altri lavori
ROSIGNANO. Due civici su tre hanno il riscaldamento in via del Castello a Rosignano Marittimo. Gli alloggi popolari, dove nei giorni scorsi era montata una protesta per i ritardi nella partenza del riscaldamento, ieri hanno avuto per la prima volta in quest’inverno i termosifoni caldi. Ne resta ancora uno: gli inquilini del condominio al numero 13 sono ancora al freddo a causa di una perdita importante nelle tubature che ha reso necessario l’intervento di operai ed escavatori per la riparazione. Il clima il giorno precedente si era scaldato, seppure in senso metaforico, e gli abitanti dei 18 appartamenti, stremati dalle temperature nelle loro case, si erano scontrati con i tecnici e i funzionari di Casalp sul posto. La mancata accensione nel mese di novembre è dovuta alla necessità di sostituire la caldaia. Ma la ditta a cui Casalp ha affidato l’intervento ha “faticato nel trovare la caldaia” che è arrivata solo 10 giorni fa. Nel giro di due-tre giorni sarebbe dovuta essere in funzione ma anche i lavori di installazione, e poi idraulici ed elettrici, hanno impiegato più tempo del previsto e le promesse di accensione entro lo scorso fine settimana non sono state mantenute. Lo stesso sindaco Daniele Donati era intervenuto diffidando Casalp e chiedendo che l’intervento venisse fatto con la massima urgenza. «Entro domattina – ha spiegato nella giornata di martedì il presidente di Casalp Marcello Canovaro – partirà il riscaldamento per circa metà degli alloggi (e così è stato, ndr) . Per l’altra metà le ditte intervenute hanno riscontrato una rottura nella tubazione interrata proveniente dall’esterno che dovrà essere riparata prima di riattivare l’impianto. Le ditte intervenute stanno svolgendo il loro lavoro con la massima diligenza e l’esasperazione, comprensibile, degli inquilini non dovrebbe condurre a espressioni fuori luogo come invece è accaduto, commenti assolutamente ingiustificati».
«Negli alloggi abitano famiglie, anche bambini piccoli, anziani, persone con patologie. Non siamo stati informati dei ritardi né della programmazione dei lavori. Nelle nostre case ci sono temperature polari, i lavori di sostituzione della caldaia dovevano essere fatti con il giusto anticipo», hanno sempre detto e si erano rivolti alla redazione del Tirreno a inizio dicembre per denunciare la situazione e chiedere di avere delle risposte e informazioni sui lavori per la sostituzione della caldaia che non era mai partita. Ora finalmente alcuni dei termosifoni sono accesi, e se tutto va bene, già nei prossimi giorni anche il resto dell’impianto sarà riattivato.
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