Il Tirreno

Il caso

Sfrattata dagli alloggi popolari: «Troviamo una casa a Sara», da mesi vive dove capita

di Gabriele Buffoni
La panchina a Cecina dove la donna ha dormito per mesi
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La panchina a Cecina dove la donna ha dormito per mesi

Nuovo appello per aiutare la mamma di 42 anni di origini marocchine che vive comunque una situazione di estrema precarietà

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ROSIGNANO. Attende ancora una risposta. Non più completamente all’addiaccio, sdraiata sulle panchine davanti agli uffici postali di Cecina dove per mesi ha trascorso notti intere, fin da quando lo scorso giugno è stata sfrattata dall’appartamento di emergenza abitativa a Rosignano Solvay dove viveva insieme ad altre donne vittime di fragilità sociali. Ma oggi Sara, la mamma di 42 anni di origini marocchine protagonista di questa storia (il nome è di fantasia per tutelarne la privacy), vive comunque una situazione di estrema precarietà. «Non si trova sotto un ponte perché ci siamo rimboccati le maniche per lei – racconta Mario Creatini, presidente dell’associazione Heart for Life di Rosignano che si è fatta avanti fin da subito per aiutarla a superare prima lo sfratto e poi la situazione di grave indigenza cui la donna ha dovuto far fronte – ma nonostante questo la sistemazione che siamo riusciti a organizzarle, per quanto le permetta di non dormire per strada, non è adatta a farle affrontare i mesi più freddi dell’inverno. Né a darle dignità come essere umano».

Proprio sulla dignità da restituire alla 42enne si era incentrato il primo dei tanti appelli mossi dall’associazione rosignanese per chiedere principalmente al Comune di Rosignano Marittimo e poi agli enti preposti al sociale (come la Società della Salute delle Valli Etrusche) di muoversi per aiutarla. Immediata a quell’appello era stata la risposta da parte delle autorità comunali. «C’è bisogno – avevano spiegato sia l’assessora al sociale Alice Prinetti che la direttrice della SdS Laura Brizzi – che questa donna sia disponibile a collaborare con i servizi socio-sanitari che ben conoscono le dinamiche e le difficoltà del suo caso specifico. La nostra risposta a questa situazione sarà direttamente nei fatti».

Da allora però niente è cambiato. E questo «nonostante le difficoltà venutesi a creare in passato con lei siano oggi risolvibili – spiega Creatini – Sara da settimane sta dimostrando tutta la sua buona volontà nel collaborare con i servizi socio-sanitari e questo è stato riconosciuto anche dal medico che sta seguendo il suo percorso sotto il profilo psichiatrico, proprio come suggerito più volte dal Comune. Ma nonostante tutto l’impegno che noi come associazione e la stessa Sara stiamo mettendo per dare l’opportunità a chi di dovere di fornirle un alloggio almeno dignitoso, dall’amministrazione tutto tace. Ho chiesto anche un appuntamento al sindaco nei giorni scorsi – racconta il presidente di Heart for Life – ma nonostante la richiesta alla fine non mi è stato confermato l’incontro. Questa ragazza – dichiara Creatini – si è messa al passo ma non sta vedendo i risultati che le erano stati promessi: la sua è una situazione di grande fragilità, non può essere lasciata sola da chi dovrebbe prendersi cura di lei».

Per questo, ancora una volta, Creatini oggi ha deciso di far protocollare in comune a Rosignano un nuovo appello da presentare all’attenzione del sindaco Daniele Donati con carattere di urgenza. «Ormai siamo a ridosso delle festività di Natale –conclude – speravamo che Sara potesse ricevere questo regalo, ma ad oggi ancora nulla si è mosso. A chi ci amministra non chiedo altro se non che si metta una mano sulla coscienza. E che tenda una mano concreta di aiuto a questa donna che si sta impegnando per avere un tetto sopra la testa».


 

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