Lutto
Al Comune costa 123mila euro la strada occupata per il porto
Cecina, la Corte d’Appello dà ragione ai privati che saranno risarciti
CECINA. Dopo otto anni e alterne vicende giudiziarie si avvia verso la conclusione il contenzioso aperto dai proprietari di un tratto della via Guado alle Vacche, occupato in maniera arbitraria per fare posto ai lavori funzionali alla costruzione del porto di Cecina. Il Comune di Cecina pagherà una somma di circa 100mila euro per il terreno finito all’interno della struttura portuale, pur essendo di proprietà privata, e altri 22. 600 euro di spese legali, riconosciute dalla Corte d’Appello di Firenze alla fine del processo di secondo grado che ha scritto la parola “fine” alla controversia.
Bisogna tornare indietro al 2014 per capire cosa c’è dietro alla determinazione 1391 del Comune di Cecina del 16 dicembre. È stata necessaria una variazione di bilancio per coprire le spese legali sostenute dai proprietari nel primo e secondo grado di giudizio, stabilite dopo che è stato autorizzare l’acquisto del terreno. Quando sono iniziati i lavori al porto i proprietari di buona parte di via Guado alle Vacche a Marina di Cecina hanno cercato di fare valere le loro ragioni, fermando il cantiere e chiedendo il pagamento del terreno occupato. Il Porto fece orecchie da mercante e così, in mancanza di un accordo, i proprietari – assistiti dall’avvocato Varesco Porri di Cecina – hanno attivato un giudizio contro la società Porto di Cecina. Quest’ultima ha chiamato in causa il Comune di Cecina per manleva, quindi per essere garantita dall’ente, e a titolo di risarcimento dei danni derivati dall’eventuale accoglimento delle domande dei proprietari dell’area. Questo perché il Comune aveva garantitoal gestore del porto la piena disponibilità dell’area sulla scorta della convenzione per l’attuazione del piano regolatore portuale del 27 ottobre 2011.
«Anche se con nostra sorpresa, il tribunale di Livorno ha dato torto ai privati – spiega l’avvocato Porri – respingendo la loro domanda perché, a dire del giudice, non erano riusciti a dimostrare il diritto di proprietà sulla strada, che da anni era nella disponibilità pubblica». Ovviamente i privati, doppiamente beffati in quanto erano stati condannati anche a pagare le spese del giudizio, hanno proposto ricorso in Appello e hanno avuto ragione. Dopo diversi anni e dopo aver dovuto sostenere un doppio processo.
La sentenza, che riforma quella del giudice di Livorno, è del 7 aprile 2021: condanna il porto a restituire l’area dopo averla ripristinata (anche se questo ormai non è più possibile) e condanna il Comune (entrambi obbligati in solido) a sostenere le spese legali di entrambi i gradi di giudizio.
Una volta che la sentenza è diventata definitiva, le parti si sono messe in moto per trovare un accordo, considerata la responsabilità del Comune rispetto alle scelte urbanistiche. A pagare non sarà la Porto spa, che nel frattempo ha presentato la procedura di concordato preventivo.
Nell’atto proposto al consiglio comunale il Comune si riserva la facoltà di rivalsa nei confronti della Porto spa limitatamente all’esborso sostenuto per comprare il terreno.
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