Il Tirreno

Il caso

Sono ancora al freddo le 19 famiglie nei condomini popolari di Rosignano

di Cecilia Morello
Sono ancora al freddo le 19 famiglie nei condomini popolari di Rosignano

La caldaia è arrivata ieri ma non potrà entrare in funzione fino a lunedì della prossima settimana

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ROSIGNANO. Sono ancora al freddo i tre condomini in via del Castello a Rosignano Marittimo. E nel frattempo la temperatura esterna è fortemente scesa. Qualche passo avanti è stato fatto ma ancora i riscaldamenti sono spenti e non verranno accessi sicuramente prima del fine settimana, più probabilmente a metà della prossima settimana. I residenti dei civici 13, 14 e 18, in totale 19 famiglie tra cui anche bambini piccoli, persone anziane e con invalidità e patologie, quest’anno non hanno ancora avuto per un giorno i termosifoni caldi. Nonostante le segnalazioni inviate a Casalp che gestisce i condomini e al Comune, nessuno aveva dato loro una risposta. Ad eccezione del tecnico della caldaia che interpellato dagli stessi inquilini aveva emesso la sentenza: caldaia rotta e da sostituire. Nel frattempo però è arrivato il freddo e molti di loro si sono dovuti attrezzare con stufe elettriche, con conseguenti bollette. «Io il risultato l’ho già visto», dice Tiziana Mistretta mostrando la sua bolletta della luce da 386 euro. Non ricevendo risposte si sono rivolti alla redazione del Tirreno per denunciare la situazione. «Siamo inquilini di serie B? La caldaia aveva dato problemi anche gli anni passati. Avrebbero dovuto farla controllare col dovuto anticipo e garantirci il riscaldamento, invece di lasciarci in queste condizioni».


Una risposta alla fine è arrivata dal presidente di Casalp, Marcello Canovaro, che, interpellato dal Tirreno, ha confermato che ci sono state delle difficoltà con il reperimento della caldaia per la sostituzione. «Era stata messa in funzione ma dopo pochi giorni si è bloccata ed è stato necessario affidare l’intervento ad una ditta esterna, dell’area fiorentina, che non riusciva a trovare la caldaia per la sostituzione. La caldaia adesso è stata trovata e arriverà lunedì – diceva la scorsa settimana, e non giro di due-tre giorni sarà messa in funzione», assicurava. La caldaia in effetti è arrivata e ieri mattina la ditta era sul posto, fuori dai condomini popolari che confinano con gli uffici del Comune per montarla. Ma perché sia messa in funzione serve ancora tempo e questo ha scatenato la protesta dei residenti. «Non ce la facciamo più – dicono -. Non è una situazione tollerabile. Oltretutto i nostri appartamenti sono nel punto più alto del paese, esposti a tutti i venti, qui dentro le temperature sono polari». Sul posto ieri, oltre agli operai della ditta a cui Casalp ha affidato l’intervento, c’era anche un funzionaria del soggetto gestore degli alloggi di edilizia pubblica residenziale. «Ci ha spiegato che il progetto di affidamento dell’intervento per la sostituzione – riferiscono gli inquilini, frustrati per l’ennesima brutta notizia – è di inizio ottobre. Quindi sapevano che la caldaia doveva essere sostituita. Eppure nessuno ce lo ha comunicato. E ora ci dicono che per terminare il montaggio e per la saldatura dei tubi servono ancora dei giorni. Ci hanno prospettato un’ulteriore settimana senza riscaldamenti». E questo inevitabilmente ha scatenato la protesta. «Alla fine hanno detto che avrebbero fatto il possibile per metterla in funzione entro il weekend, ma è più probabile che non ce la facciano e che si debbano attendere altri 7 giorni. Siamo stremati, sembra che a nessuno interessi di noi, dei bambini costretti a stare al freddo e delle persone malate. Siamo pronti a fare un esposto».

 

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