Attenzione
Autobus strapieni al mattino e gli studenti rimangono a piedi: «Adesso basta»
Protestano i genitori dei ragazzi che da Rosignano vanno a lezione negli istituti superiori di Cecina. Il sindaco promette di intervenire con la Provincia
ROSIGNANO. La sveglia suona presto la mattina. Una colazione veloce e poi via, verso la fermata dell’autobus per recarsi in uno degli Istituti superiori di Cecina. Purtroppo quando i tre autobus passano davanti alla fermata sono talmente pieni che gli studenti non riescono ad entrare sul mezzo. Non resta loro che attenderne un altro o farsi accompagnare a scuola da un familiare se disponibile. Inevitabilmente perdendo la prima ora di scuola e dovendo riempire una giustificazione: «L’ennesima – dice una delle mamme il cui figlio, assieme ad altri ragazzi, si trova impossibilitato ad entrare in uno dei quei tre pullman che portano a Cecina la mattina – una situazione che quest’anno, a partire dal mese di settembre, sta accadendo troppe volte».
Martedì mattina «a non riuscire ad entrare sull’autobus sono stati circa una ventina di ragazzi – spiega Marzia Fierabracci una delle mamme che si stanno lamentando del servizio – mio figlio, assieme ad altri, attende il pullman alla fermata che si trova nei pressi della farmacia comunale a Rosignano Solvay. Solitamente passa il primo autobus che non si ferma neanche perché porta la scritta “completo”. Poi ne passano altri tre ma sono strapieni di ragazzi. Chi deve salire sul mezzo ci rinuncia perché è veramente troppo pieno e penso anche poco sicuro visto l’affollamento. È accaduto anche martedì scorso ma questa situazione sta andando avanti da settembre e ultimamente sembra peggiorare. E così mio figlio, come gli altri ragazzi, sono costretti ad attendere e salire su i mezzi che arrivano più tardi. Oppure tornano a casa e vengono accompagnati dai genitori come ho fatto io mercoledì mattina. Ovviamente perdendo la prima ora di lezione e dovendo compilare la giustificazione per il ritardo di entrata a scuola. Una situazione che non è giusta almeno per due motivi – dice Fierabracci – il primo è che gli studenti perdono la prima ora di lezione, la seconda è per un motivo di giustizia. Non è giusto pagare un abbonamento od i biglietti e non poter usufruire del mezzo». Non tutti, inoltre, hanno genitori che non lavorano e disponibili ad accompagnare i propri figli con un mezzo proprio. «Personalmente all’inizio dell’anno ho acquistato i biglietti: 2 euro e 60 centesimi per arrivare a Cecina e 2 euro e 60 centesimi per tornare. Sono 5 euro e 20 centesimi al giorno per un servizio che non è garantito». Fino allo scorso anno, con i regolamenti Covid, «questo problema non si era verificato. Gli autobus potevano essere pieni ma mai a tal punto da lasciare i ragazzi a terra. Non so cosa sia accaduto quest’anno. Forse hanno calcolato male o hanno problemi di personale e per questo hanno ridotto il numero dei mezzi. Oppure ci sono altre cause. Ma certamente – conclude Fierabracci – il problema deve essere risolto, i ragazzi non sanno come fare». Il servizio degli autobus che portano i ragazzi a scuola a Cecina è responsabilità della Provincia di Livorno: «mi metterò in contatto con i responsabili – ha detto il sindaco Daniele Donati – per capire cosa stia accadendo e per cercare una soluzione».
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