Turismo, le selezioni aperte non decollano: ai colloqui si presentano solo in 61
In pochi si propongono dal territorio ma abbondano i curricula da fuori regione
MARINA DI BIBBONA. Non così poche persone come in vista della stagione 2022, ma neppure l’exploit che dal Gruppo Ficcanterri era atteso e addirittura auspicato.
Alla fine i quattro recruiting days, i giorni dedicati ai colloqui aperti per reperire il personale in vista dell’estate 2023 – o meglio, della stagione turistica: la prospettiva per gli hotel gestiti sulla costa dalla famiglia Ficcanterri è di aprire prima di Pasqua con la chiusura prevista nel periodo compreso tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre – hanno prodotto solo 61 incontri faccia a faccia tra i responsabili dei singoli reparti delle strutture interessate e i candidati del territorio. Per la precisione, in 31 si sono presentati nell’arco dei due giorni all’Hotel Marinetta di Marina di Bibbona mentre solo in 30 al “The Sense Experience Resort” di Follonica (sebbene fosse su questa struttura che la proprietà aveva puntato per raccogliere il maggior numero di adesioni all’iniziativa) .
Un numero decisamente esiguo, sia considerando che le posizioni aperte in totale (nelle due strutture) ammontavano a un centinaio di posti di lavoro – soprattutto personale di sala, ma in realtà quasi tutti i settori cercavano nuovi inserimenti – sia prendendo in considerazione il numero di curricula arrivati via email da fuori regione (attratti dalla possibilità di qualche decina di posti garantiti con vitto e alloggio) : circa duecento. A mancare quindi non sono tanto le proposte, quanto i candidati del territorio. Di cui però le strutture alberghiere hanno sempre più bisogno per risparmiare su vitto e alloggio da comprendere nel contratto di lavoro, sia per costituire una platea di lavoratori a cui rivolgersi con maggiore facilità e assiduità.
«Sicuramente ci aspettavamo qualcosa di più – ammette la direttrice dell’Hotel Marinetta, Sabrina Meini – per quanto ci si debba ostinare a guardare al bicchiere mezzo pieno: prima dell’estate 2022, partendo tardi con i colloqui, si presentarono a febbraio meno di una decina di persone. Eravamo ridotti all’osso. Ora almeno abbiamo un minimo di scelta. E bisogna ammettere – spiega – che la qualità dei colloqui e dei curricula presentati è molto più alta. Chi si è fatto avanti, insomma, era ben qualificato».
Resta però un segnale preoccupante per il lavoro stagionale e per il settore dell’accoglienza, perché «è chiaro che il lavoro nei servizi alberghieri e ristorativi ha oggi meno appeal, meno attrattiva soprattutto per i giovani – spiega la direttrice Meini – ed evidentemente non basta neppure ridurre le ore lavorative per riuscire ad attirare forze nuove verso questo tipo di impiego». L’offerta di contratto messa sul tavolo dai selezionatori del Gruppo Ficcanterri nel corso di questi giorni di colloqui presentava infatti una novità: una settimana lavorativa di cinque giorni con ben due giornate riservate a periodo di riposo per ciascun dipendente. Una riduzione sensibile quindi della mole di lavoro pro capite (le ore quotidiane di impiego infatti non cambiavano rispetto agli abituali contratti del passato) mirata proprio a sollecitare una maggiore risposta da parte dei candidati del territorio. Risposta che, però, non è stata così eclatante come si auspicavano gli organizzatori dell’iniziativa.
«Ma non parlerei di un flop – commenta Gianmarco Tani, responsabile delle risorse umane del Gruppo Ficcanterri – alla fine quello di quest’anno è il primo esperimento fatto con i tempi giusti di recruiting days, bisogna dare tempo a queste iniziative di maturare e di farsi conoscere meglio sul territorio. Di radicarsi, insomma. Per questo – annuncia – replicheremo senz’altro l’esperienza, magari limitandola a un paio di giorni, nel periodo di gennaio-febbraio».
Questo, ovviamente, perché si teme di non soddisfare l’intero fabbisogno delle due strutture costiere di proprietà della famiglia Ficcanterri. «Sicuramente attingeremo a piene mani dai candidati da fuori regione – spiega Tani – ma oltre una cinquantina di posti letto in totale, una trentina a Follonica e una ventina a Marina di Bibbona, non potremo garantire. Le altre figure dovremo in qualche modo trovarle dal territorio».
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