Il Tirreno

Energia e proteste

Cecina, organizza sit-in contro il caro bollette ma in piazza si ritrovano solo in 7

Livio Buffa fornaio del Panificio Sapori di Toscana
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Livio Buffa fornaio del Panificio Sapori di Toscana

Il fornaio sperava che qualcuno si unisse a lui per manifestare pubblicamente tutta la sua amarezza

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CECINA. Sperava che qualcuno si unisse a lui. Per manifestare pubblicamente, tutti insieme, quanto la crisi energetica stia mettendo in difficoltà le attività.

Livio Buffa, fornaio del Panificio Sapori di Toscana, ha provato a lanciare l’allarme e a coinvolgere altri, tra ristoratori, fornai come lui, gestori di locali, ma anche comuni cittadini, ma non ha avuto la risposta che credeva. Alla fine in piazza Guerrazzi erano in sette. Così la protesta cecinese contro il caro bollette non ha avuto l’esito sperato da chi l’aveva organizzata. «Devo dedurre, con enorme dispiacere, che evidentemente ai cecinesi non interessa questo problema delle bollette pazze. Nè sembra interessare alle associazioni di categoria che ho provato ad attivare. È vero, non sono un politico, nella vita faccio il fornaio, ma pensavo che avere tutti a che fare con lo stesso problema potesse essere sufficiente per portare le persone a manifestare. Invece no». In molte città d’Italia varie categorie di commercianti e artigiani hanno protestato per quella che è diventata una situazione insostenibile. «In assenza di provvedimenti urgenti c’è il rischio di una bomba sociale, chiediamo la sospensione immediata delle bollette», questo il tenore delle proteste.

Livio, lo avevamo raccontato, si trova come tanti in difficoltà con la sua attività a causa del vertiginoso aumento del costo dell’energia. Bollette triplicate e un impatto importante sul bilancio del suo panificio. «Per chi come me lavora con un forno elettrico è davvero complicato – aveva spiegato – , perché non possiamo mettere in atto alcun tipo di contromisura… Evito di accenderlo anche il pomeriggio e se devo cuocere qualcosa lo preparo e lo inforno la notte, andando al lavoro un po’prima. Ma alla fine è un risparmio minimo a fronte di bollette che da luglio ad oggi sono triplicate rispetto allo scorso anno».

Il timore di Livio Buffa è che ci si rassegni a questa situazione, «ma è una situazione che se non vengono prese delle contromisure porterà tante serrande ad abbassarsi perché così non si può andare avanti e io non mi capacito del fatto che nessuno dica niente qui. C’era la possibilità di manifestare pacificamente per far presente questa crisi e nessuno, o quasi, è sembrato interessato. Invece poteva essere un modo per trovare il sostegno anche di qualche associazione di categoria… Non so se ci proverò ancora».

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