Il Tirreno

Ambiente

Adottano un viale e lo puliscono la storia degli Oxfam Boys

di Cecilia Morello
Alcuni ragazzi impegnati nell’iniziativa per l’ambiente
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Alcuni ragazzi impegnati nell’iniziativa per l’ambiente

Iniziativa di volontariato realizzata dai ragazzi di un progetto d’accoglienza

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CECINA.  L’ultimo sabato mattina c’era Nakara a guidare il gruppetto dei “nuovi”, Mustapha e Basti. L’estate invece gli habituè erano Sumon, Nuralam e Samim, il gruppo bengalese. Sono gli Oxfam Boys, “quelli del viale della Repubblica”. Vi sarà capitato di incrociarli lungo i marciapiedi di viale della Repubblica, con indosso la casacca di “Raccami – Adotta una via Pulisci una via”, una pinza nella mano e i sacchi nell’altra. Oxfam a Cecina infatti ha aderito con i propri ragazzi all’iniziativa spontanea e di volontariato lanciata ormai due anni fa da Renato Michelotti. Si tratta di ragazzi che fanno parte del progetto di accoglienza che Oxfam ha attivo a Cecina, un progetto ministeriale che si chiama SAI Ex Sprar) e che prevede l’accoglienza e l’avvio all’autonomia di minori stranieri non accompagnati, ovvero che non abbiano sul territorio italiano parenti entro il quarto grado. Qui a Cecina hanno tra i 16 e i 21 anni, arrivano da tutto il mondo. I Paesi d’origine del gruppo ospitato in questo momento sono Bangladesh, Tunisia, Pakistan, Gambia, Mali, Burkina, Senegal e Costa d’Avorio. Durante la settimana studiano italiano, vanno a scuola, tutti, e poi, in base alla propria storia, ognuno a un percorso di avviamento professionale attraverso corsi di formazione o di proseguimento del corso di studi superiore. Ma fanno anche attività di laboratorio e di volontariato con le associazioni del territorio, come Auser, Agesci, Efesto. Ma tra tutti gli impegni, a piccoli gruppi, fanno in modo di trovare anche il tempo per Raccami, il sabato mattina. Inizialmente c’erano Renato o altri del gruppo a guidarli, ora ci pensano gli Oxfam Boys più esperti e vanno a pulire una strada. Loro sono “quelli del viale”, perché hanno adottato il viale della Repubblica. «Li ho coinvolti fin da subito – spiega Renato -, ho fornito loro il kit e ora stanno andando avanti in autonomia». Come fanno del resto anche gli altri del gruppo Raccami che sulla pagina facebook conta oltre 600 “simpatizzanti” (purtroppo quelli attivi sono molti meno) . «Siamo un gruppo spontaneo, anche piuttosto anarchico direi. Ogni tanto qualcuno si sveglia e va a fare una passeggiata. E magari qualcun altro si aggrega». Ma sempre indossando la casacca. Perché se è vero che alla fine delle uscite i sacchi pieni di rifiuti sono parecchi, la motivazione principale che muove questa iniziativa è creare sensibilità all’ambiente, dare l’esempio, «fare educazione civica pratica». E chi meglio dei bambini può essere l’allievo ideale? «Da qualche tempo a questa parte ci concentriamo molto con le scuole. Abbiamo un progetto attivo con il liceo statale che ha acquistato dei kit e porta i ragazzi in tutta Cecina. Siamo stati nelle scuole elementari, Guerrazzi, Marconi e in particolare adesso stiamo lavorando con le classi della scuola Collodi di Marina». Una volta a settimana una classe riceve la visita di alcuni rappresentanti di Raccami che raccontano loro una storia, la storia delle isole di plastica, e spiegano l’importanza di avere cura dell’ambiente. Poi passano all’azione. Casacchina, pinza e sacchetto, e via a pulire i dintorni della scuola. «È una cosa molto semplice. Perché dopo averla raccolta, magari imparano a non gettarla e insegnano anche ai genitori a non farlo. È un progetto che ci regala tante emozioni, riceviamo dai bambini più di quello che diamo, e sia insegnanti che genitori sono contenti. E lo sono soprattutto loro, i nostri allievi di educazione civica pratica».

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